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PALESTINA/ Eid: Israele usa l'esercito per emarginare i cristiani

Pubblicazione:lunedì 3 dicembre 2012

La basilica di Betlemme La basilica di Betlemme

L’esodo degli arabi cristiani dai luoghi di Gesù è in corso dal 1948 se non da prima. E il risultato è che ormai sono più numerosi in Cile che a Betlemme e Nazareth, che un tempo erano luoghi a stragrande maggioranza cristiana. Gli arabi cristiani che sono rimasti vivono sia all’interno dei territorio israeliani, come Nazareth, la costa e Gerusalemme, sia a Betlemme, Ramallah, Gaza e negli altri territori palestinesi. Da un lato ci sono quindi dei cristiani che fuggono dai territori palestinesi perché vi è una crescita degli ambienti fondamentalisti e della potenza di Hamas. Se un tempo la questione palestinese era innanzitutto un fatto di identificazione nazionale, oggi vi è un’insistenza eccessiva sull’aspetto islamico della lotta di liberazione. D’altra parte ci sono anche dei cristiani che fuggono da Israele perché, come altri palestinesi, non si sentono cittadini a pieno titolo.

 

Da parte di Israele c’è il pieno impegno a favorire l’integrazione dei cristiani?

 

Di recente c’è un fatto molto grave per quanto riguarda i cristiani che vivono in Israele, in quanto la comunità cristiana è stata sollecitata a entrare nell’Esercito israeliano. Nello Stato d’Israele gli arabi, siano essi cristiani o musulmani, non prestano il servizio di leva obbligatorio ma possono fare parte dell’Esercito come volontari. A fine ottobre si è tenuta una riunione con i liceali cristiani e alcuni ufficiali dell’Esercito di Gerusalemme, per invitare i cristiani ad arruolarsi. Si tratta di una minaccia per la comunità cristiana in Palestina.

 

Per quale motivo ne è convinto?

 

Perché esiste un precedente che riguarda i drusi, i cui giovani prestano servizio nell’Esercito, con la conseguenza che la comunità drusa è emarginata dal resto degli arabi che vivono in Israele. Proprio per questo motivo, illudere i giovani cattolici o ortodossi che abbracciando le armi contribuiscano a proteggere le loro comunità da abusi o aggressioni da parte dei musulmani, è una politica dannosa per l’identità araba dei cristiani. Se dovesse essere portata avanti, ciò spingerà i cristiani a emigrare sempre di più per non diventare una parte in causa del conflitto israeliano-palestinese.

 

(Pietro Vernizzi)



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