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IL CASO/ Hollande requisisce le case alla Chiesa come Napoleone

François Hollande (InfoPhoto) François Hollande (InfoPhoto)

Il riferimento è alla soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose, compiuta nel periodo successivo alla Rivoluzione francese. Di fatto si presupponeva che queste realtà erano inutili e rappresentavano dei pericolosi corpi intermedi all’interno del nuovo Stato che si costituiva. Furono quindi soppressi, salvo poi farli rientrare di corsa perché non c’era più nessuno negli ospedali e in tutta l’attività assistenziale che a quel tempo solo la Chiesa svolgeva.

 

Oggi però lo Stato francese vuole venire incontro ai senzatetto …

 

Come dice il Papa Benedetto XVI nella Caritas in Veritate, la carità deve essere innanzitutto intelligente. Il ministro Duflot presuppone che il problema dei senzatetto sia quello di trovare una casa. In realtà la vera questione non è dove fare passare loro l’inverno, perché gli immobili ci sono già. Il dramma del senzatetto ha a che fare con un’esclusione che è dovuta tanto a motivi economici quanto a ragioni relazionali, al crollo di una struttura di interdipendenza e dei legami familiari, cioè a crisi personali che affondano le loro radici molto più lontano.

 

E quindi?

 

Presupporre che tutto questo si risolva con l’alloggio, magari dato tramite la Chiesa, è veramente una visione miope. Significa fingere di non capire che cos’è la povertà reale oggi, che non è quella del ‘600. Un senzatetto non è un individuo senza un tetto, ma una persona che ha subito una lunga serie di rovesci. Questo lo ha portato prima a una marginalità economica e poi alla perdita di qualsiasi tentativo di recupero, alla possibilità di vedere delle alternative e a un lasciarsi andare vivendo per strada.

 

(Pietro Vernizzi)

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