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EGITTO/ Samir: Morsi e i Fratelli musulmani hanno cancellato la democrazia

Pubblicazione:venerdì 7 dicembre 2012

Funerale in Egitto (InfoPhoto) Funerale in Egitto (InfoPhoto)

Quanto avviene in Siria influisce su tutto il Medio Oriente, innanzitutto per la sua posizione geografica. La Siria inoltre è governata dagli alawiti, una minoranza pari a circa il 12% della popolazione, la cui fede deriva dall’Islam sciita. Gli altri Paesi arabi sono invece tutti a maggioranza sunnita, e quindi non sopportano il regime di Damasco. Poiché Assad è sciita, è naturale che si allei con l’Iran che rappresenta una potenza in crescita e che è un Paese quasi totalmente sciita. Sappiamo che tra Iran e Siria ci sono accordi e un passaggio di armi. Ciò fa paura in primo luogo all’Arabia Saudita e agli altri Stati della Penisola arabica e in secondo luogo a Israele. La rivolta contro Assad è nata quindi inizialmente come una rivendicazione di istanze sociali ed economiche senza connotazioni confessionali, ma con il tempo si è trasformata in una lotta dei sunniti, appoggiati da Arabia Saudita e Qatar, contro gli sciiti.

 

E quindi?

 

Siamo in un impasse, non c’è soluzione e i siriani non hanno i mezzi per risolvere l’attuale crisi, a meno di compiere un massacro. Il governo, che rappresenta una minoranza, non può più cedere perché sarebbe la fine del gruppo degli alawiti. Avrebbe dovuto farlo all’inizio delle proteste, quando si era ancora sul piano di un dibattito non violento. L’opposizione d’altra parte non può più tacere, e quindi a meno di un accordo gli scontri continueranno.

 

(Pietro Vernizzi)



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