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Esteri

GAZA/ Pizzaballa: il ritorno di Meshaal non è una buona notizia per la Palestina

Khaled MeshaalKhaled Meshaal

Ritengo che si tratti di due volti difficilmente ricongiungibili e riconducibili a una riconciliazione. Non si tratta solo di due politiche diverse, ma sono due visioni differenti della vita, della società, delle prospettive, del rapporto con Israele.

 

Com’è la situazione dei cristiani che vivono in Palestina e nel territorio dello Stato di Israele?

 

I cristiani non sono un terzo popolo. Sono palestinesi come tutti gli altri e vivono questa situazione come tutti gli altri palestinesi.

 

Anche a Gaza si sentono come tutti gli altri palestinesi, o sono emarginati?

 

Entrambe le cose. Per comprendere il Medio Oriente bisogna rendersi conto del fatto che non è mai un aut aut, per esempio tra integrazione ed emarginazione. Per i cristiani che vivono a Gaza ci sono elementi di separazione, di distinzione o se si vuole di discriminazione da parte della maggioranza islamica, ma ci sono anche tanti musulmani con i quali si va molto d’accordo. Sono le solite situazioni ambigue della regione mediorientale. Non c’è però alcun dubbio sul fatto che a Gaza la situazione sia molto più difficile rispetto alla Cisgiordania.

 

I cristiani dove si integrano meglio, in Israele o in Cisgiordania?

 

I cristiani in Israele stanno bene. Ci sono forme di disuguaglianza da parte della maggioranza ebraica nei confronti della minoranza araba, ma non c’è alcun confronto con la situazione degli altri Paesi arabi come l’Egitto. Anche in Cisgiordania del resto l’Autorità Palestinese ha ottime relazioni con le Chiese e c’è un grande rispetto nei confronti della comunità cristiana. C’è però una situazione politica ed economica più difficile, mentre dal punto di vista delle condizioni materiali la vita dei cristiani in Israele è di gran lunga migliore.

 

Lei che cosa ne pensa della posizione divisa dell’Europa nei confronti della Palestina?

 

E’ sempre stato così, non è nulla di nuovo. Il Medio Oriente e Israele hanno rapporti molto importanti con gli Stati Uniti e con l’Europa, ma quest’ultima è sempre divisa e politicamente abbastanza irrilevante per quanto avviene nel mondo arabo.

 

(Pietro Vernizzi)

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