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SIRIA/ Nuove sanzioni in arrivo dall’Ue. Cresce il timore di armi chimiche

Pubblicazione:venerdì 10 febbraio 2012

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Non si arresta il percorso che potrebbe condurre ad una presa di posizione sempre più marcata e dura nei confronti della Siria. I 27  Paesi membri dell’Ue, pur non essendo ancora riusciti a siglare un’intesa definitiva, attesa per la fine del mese, hanno messo a punto un nuovo pacchetto di sanzioni – sarebbe il dodicesimo ad essere approvato - contro il regime di Assad. Si discute, in particolar, di un embargo dei voli commerciali verso e dalle Siria. La proposta è stata lanciata dalla Germania e contempla anche delle misure contro la banca centrale siriana e per lo stop al commercio dei metalli preziosi. Non tutti sono convinti che l’idea tedesca non rischi di rivelarsi più controproducente che altro. Infatti, vi è il rischio di non riuscire ad evacuare i cittadini europei laddove un’operazione del genere si rivelasse necessaria. L’intesa, invece, ha trovato piena unanimità sul fronte dell’ipotesi di proibire l’esportazione di fosfati; un embargo commerciale di questo genere, infatti, potrebbe realmente danneggiare l’economia di Damasco, se si considera che l’Europa rappresenta il bacino di esportazione del 40 per cento della produzione di fosfati siriani. Non c’è ancora piena sintonia sulle misure contro la Banca centrale siriana. Il rischio è che non solo il regime, ma anche la popolazione venga danneggiata dalla stretta sulle transazione finanziarie. I Paesi europei si riuniranno nuovamente per aggiungere, inoltre, membri alla lista di oltre 150 persone cui sono stati congelati i beni. Nel frattempo, un nuovo massacro è stato compiuto ad Homs, dove i carro armati delle forze militari del regime hanno messo a ferro e fuoco la città, mentre i militari procedevano ai rastrellamenti casa per casa. Cresce, inoltre, il timore Roma, legato all'arsenale di cui dispone Bashar al-Assad. Comprenderebbe, infatti, agenti chimici letali. Lo ha rivelato, citando fonti del Pentagono, il Washington Post. L’ipotesi assume contorni decisamente realistici se si considera che le organizzazioni che stanno gestendo i campi profughi al confine con la Turchia non escludono di dotare gli sfollati di maschere antigas.


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