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SIRIA/ Eid: Assad cadrà, ma c'è il pericolo di una guerra confessionale

Pubblicazione:domenica 12 febbraio 2012

Foto Infophoto Foto Infophoto

E’ possibile che in Siria siano presenti alcuni elementi a favore di Al Qaeda, penetrati dall’Iraq. Ma potrebbero essere stati anche degli elementi dei servizi segreti che sfuggono al controllo di Assad, per distogliere l’attenzione dai bombardamenti contro i civili a Homs. Dietro gli attentati ci potrebbero essere degli elementi contrari al regime, disposti a ricorrere ai kamikaze, e che non obbediscono né al Consiglio Nazionale Siriano né all’Esercito Siriano Libero. La guerra civile siriana non è portata avanti soltanto da due forze che si fronteggiano tra loro, ma da una molteplicità di elementi in gioco. Di recente sono stato in Libano, e un militare cristiano fuoriuscito dalla Siria mi ha mostrato il video di alcuni salafiti che uccidevano un soldato al grido di “Allah Akbar”.

 

Secondo lei a chi rispondevano questi elementi?

 

Questi elementi ben difficilmente potevano essere agli ordini del Consiglio Nazionale Siriano. Le atrocità avvengono quindi da una parte e dall’altra, e sono in grado di trasformare il massacro in guerra civile, spingendo la popolazione a vendicare questi fatti, in modo che a ciascuna atrocità si risponda con un’altra atrocità. Non è questo ciò che vogliono i democratici siriani, ma più il regime si arrocca sulle sue posizioni, e più il conflitto diventa ogni giorno più violento. Più a lungo dureranno gli scontri, più diventeranno una guerra confessionale ripercuotendosi su Libano e Iraq. Il pericolo è reale, quindi il compito della comunità internazionale è quello di intervenire in tempo per trovare un compromesso. Il problema che si pone è quello di come intervenire, ma non è possibile lasciare che le cose vadano avanti così con decine e decine di morti ogni giorno.

 

(Pietro Vernizzi)



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