BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ Fattah (Fratelli musulmani): contro Assad serve una "Jihad" di islam e occidente

Pubblicazione:

Foto Infophoto  Foto Infophoto

Se avessimo le armi sufficienti, come è avvenuto in Libia, non saremmo contrari. La situazione in Libia era differente, gli eserciti erano divisi in due parti quasi uguali. La maggior parte della popolazione era inoltre con le truppe filo-rivoluzionarie. Il bilancio era dunque a favore del popolo libico, mentre ora purtroppo la maggior parte dell’esercito siriano sostiene Bashar Assad. La forza della rivoluzione non è quindi ancora sufficientemente forte per contrastare le truppe dell’esercito siriano. Se la società internazionale compie però in Siria quanto ha fatto in Libia, fornendo ai rivoluzionari le armi sufficienti come in Libia, questa può essere una soluzione adeguata e in grado di cambiare il bilancio del conflitto. Per ora però le truppe regolari siriane sono meglio equipaggiate di quelle dei ribelli. Se la comunità internazionale si assume la responsabilità di un appoggio alla rivoluzione, questo può essere un punto decisivo nella crisi siriana. Prima di allora, un invito alla resistenza armata non può essere che un suicidio per la disparità delle forze in campo. E’ questo a rendere la situazione in Siria diversa dalla Libia.

 

Come valuta l’operato della comunità internazionale in Siria?

 

La comunità internazionale in Siria non ha fatto il suo dovere: sta assistendo allo spargimento di sangue senza muovere un dito. Contro Gheddafi al contrario si era mobilitata in modo completamente diverso, e per questo motivo la crisi libica è durata molto meno a lungo di quella siriana.

 

E' d’accordo con la Lega araba, che ha chiesto l’intervento dei caschi blu dell’Onu in Siria?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >