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SIRIA/ Fattah (Fratelli musulmani): contro Assad serve una "Jihad" di islam e occidente

Pubblicazione:martedì 14 febbraio 2012

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“I Fratelli musulmani chiedono che la comunità internazionale intervenga in Siria fornendo armi ai ribelli e sostenendoli con pressioni e prese di posizione contro il regime di Bashar Assad. Siamo invece contrari a una rivolta armata della popolazione civile, che sarebbe una sorta di suicidio, perché l’esercito regolare del presidente è ancora nettamente più forte delle forze della rivoluzione”. Lo dichiara Abdel Fattah, esponente dei Fratelli musulmani egiziani, intervistato sulla situazione in Siria. I Fratelli musulmani di Giordania domenica hanno invitato alla Jihad, termine che sta a indicare la guerra santa dei musulmani, contro il governo siriano di Assad, aggiungendo che sarebbe un “dovere islamico”. Il leader dei Fratelli musulmani di Giordania, Hammam Said, domenica aveva commentato: “L'Esercito libero siriano deve proseguire la difesa della nazione contro i crimini del regime. La Jihad contro Assad è un dovere islamico”. Per il professor Fattah però con la parola “Jihad” si intende un invito all’opposizione pacifica, perché le forze in campo sono al momento ancora sproporzionate e Assad controlla buona parte dell’Esercito. Una rivolta armata quindi è ancora troppo rischiosa, mentre è indispensabile che la comunità internazionale intervenga, senza però inviare truppe Nato in Siria.

 

Professor Fattah, qual è il significato della Jihad invocata dai Fratelli musulmani contro il presidente Assad?

 

Quando si parla di Jihad o “guerra santa”, noi la intendiamo nel senso generale della parola. Non vuol dire prendere le armi e andare contro un regime totalitario. In Egitto abbiamo abbattuto il regime di Mubarak con una rivoluzione pacifica in piazza Tahrir, senza quindi spargere sangue. Il nostro obiettivo è quello di creare una Jihad con il pensiero e la parola, nelle pressioni internazionali, con le sanzioni economiche da parte dei Paesi arabi e di tutto il mondo. Ciò che intendiamo quindi è che è necessario esercitare pressioni contro il regime di Assad, e non invece creare confusione e caos coinvolgendo la popolazione siriana nella rivolta armata. Noi siamo contro l’ampliarsi dello spargimento di sangue che ciò comporterebbe necessariamente.

 

I Fratelli musulmani in Siria sono quindi contrari a una rivoluzione militare?


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