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Esteri

SIRIA/ Fattah (Fratelli musulmani): contro Assad serve una "Jihad" di islam e occidente

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No, non sono d’accordo, soprattutto se si tratta di truppe dei Paesi Nato. Ma ritengo che fornendo armi sofisticate ai rivoluzionari, è possibile aumentare la loro capacità di contrastare le truppe dell’Esercito di Assad. E man mano i militari e gli stessi ufficiali entreranno a fare parte delle file dei rivoluzionari. Questo costringerebbe Assad quantomeno a fare come l’ex presidente dello Yemen, Saleh, che ha dovuto accettare la tregua e un compromesso con i rivoltosi.

 

I Fratelli musulmani rappresentano la componente maggioritaria dei ribelli siriani, o sono solo una delle tante fazioni sul campo?

 

In Siria, come in Libano e in Giordania, i Fratelli musulmani sono soltanto una delle componenti della popolazione. E’ sbagliato quindi affermare che tutti i ribelli contro Assad facciano parte del nostro movimento. La maggioranza dei rivoltosi è gente afflitta dalla fame, dalla miseria e dalle ingiustizie, e che quindi si è sollevata contro Bashar Assad. I Fratelli musulmani sono una parte del tessuto sociale del popolo siriano, che è composto da sunniti, sciiti e cristiani, scesi in piazza insieme contro il regime del presidente.

 

Dopo la caduta di Assad, quanto è elevato il rischio che in Siria si crei una guerra confessionale?

 

Lo abbiamo visto in Egitto dopo la rivoluzione. Le tensioni tra musulmani e cristiani non sono mancate, ma a seminare le discordie era stato il regime di Mubarak e dopo la rivoluzione oggi siamo uniti e lo saremo fino alla fine. E’ lo stesso che accadrà anche in Siria se cadrà il regime totalitario di Assad. Tutto il popolo vivrà un’unità nazionale senza precedenti, costruendo insieme il futuro del loro Paese, con una convivenza totale tra cristiani e musulmani.

 

(Pietro Vernizzi)

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