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J'ACCUSE/ Perché Merkel e Sarkozy costringono la Grecia a comprare le loro armi?

Per ANDREA PAMPARANA, ciò che “vogliamo è una Europa vera, non un ricettacolo di ricattatori che per arricchire le varie lobbies, sono disposti a mettere in ginocchio un popolo intero”

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Ho fatto un sogno. Il saggio Presidente della nostra Repubblica, Giorgio Napolitano, in tv e a reti unificate, lanciava un pesante "j'accuse" contro Sarkozy e la sua compagna di merende Merkel. “Amici francesi e tedeschi, ora basta! Noi non ci stiamo”. Gli arsenali della poverissima Grecia sono colmi di armi, manco i nostri antichi amici di meravigliose vacanze dovessero partire alla conquista della Persia. Il 3 per cento del Pil di un Paese che più nel disastro di così non si può , se ne va in spese militari. E sapete perché?

Perché i greci sono ricattati dalla Merkel e da Sarkozy. Volete gli aiuti? Comprate dunque i nostri caccia, sommergibili, carri armati. Il Wall Street Journal, mica in giornaletto qualsiasi, proprio la scorsa estate rivelò senza tema di smentita questo che è un vero ignobile ricatto. I greci, e perfino il governo turco si è associato perché lui pure assoggettato a simili minacce, aiuti, quindi armi, niente armi, morite di fame, hanno cercato di opporsi ma la pressione è troppo forte. E noi che facciamo? Zitti e buoni, guai a disturbare i manovratori! Mi rivolgo ai tanti amici del mondo cattolico. Vi prego, alziamoci in piedi e tiriamo fuori gli antichi attributi, denunciamo a gran voce che noi vogliamo una Europa vera, non un ricettacolo di ricattatori che per arricchire le varie Tyssen Group e le lobbies delle armi francesi, sono disposti a mettere in ginocchio un popolo intero. Anche perché oggi tocca ad Atene, domani magari toccherà a noi. Se già non sta accadendo, temo. C'è, a mio parere, troppa acquiescenza verso certi ambienti internazionali. L'altro giorno le agenzie di rating hanno declassato le nostre banche.

Le ripercussioni cadono sulla testa di tutti i cittadini. Ma queste agenzie per conto di chi esprimono queste opinioni? A Trani c'è una inchiesta importante, di cui ho già parlato in questa sede e che sto seguendo con particolare attenzione per il Tg5. L'ipotesi investigativa è suggestiva: si parla di un modus operandi con l'evidente obiettivo di alterare il mercato azionario, con la possibilità di un vantaggio illecito nella diffusione di certe notizie. Ci sono, al momento, otto indagati, tutti analisti, uno solo italiano, di Fitch. Ma è pensabile che i responsabili siano solo questi otto manager, nemmeno di primissimo piano?


COMMENTI
15/02/2012 - Attributi in calo (Vittorio Cionini)

Sarebbe giusto ribellarsi e alzare la voce di fronte alle vistose prepotenze ma ho l'impressione che la storica mancanza di "attributi" del nostro popolo sia cresciuta negli ultimi tempi insieme allo spread e all'età media. D'altra parte il detto "O Franza o Spagna basta che se magna" non è di recente conio. Il guaio è che questi "se magnano tutto" pagandoci con una moneta che non vale nulla per poi azzerarla e ripristinare marchi e franchi. Non sarebbe la prima volta, ma la storia non insegna mai nulla. Io nel mio piccolo non compro wurstel né champagne. Vittorio Cionini