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DIMISSIONI WULFF/ Parsi: un "terremoto" che può aiutare la Merkel

Christian Wulff (InfoPhoto) Christian Wulff (InfoPhoto)

Ricevere favori cospicui importanti, finanziariamente rilevanti, in virtù di un ruolo ricoperto, in tutti i Paesi del mondo - a parte l’Italia - viene considerato incompatibile con cariche pubbliche di rilievo. Ma da noi, a 20 anni da Mani Pulite, la Corte dei Conti ci comunica che la corruzione è tornata a livelli spaventosi.

La vicenda, per i tedeschi, era nota o si è trattato di un fulmine a ciel sereno?

Era nell’aria; del resto, già da tempo Wulff era stato scaricato pressoché da tutti i partiti, compreso il proprio. La Merkel, dal canto suo, ha cercato di difenderlo finché ha potuto. A un certo punto, le è stato chiaro che non poteva accollarsi pure un problema di questo genere.

In che situazione versa, politicamente, la Merkel?

Per lei, è un momento difficile. Con il presidente, infatti, aveva importanti legami politici. È anche vero che da tempo il suo rapporto con gli elettori è in crisi; la decisione di far presente a Wulff di non poterlo più difendere può darsi che gli faccia riconquistare alcuni punti con l’elettorato. Quantomeno, non la danneggerà ulteriormente.

In seguito alla vicenda, c’è il rischio di instabilità economica per la Germania (e, quindi, per l’Europa)?

Al momento no. Al limite ci sarebbe se si dovesse andare a elezioni anticipate, ma non è un’ipotesi prevista. A rigor di logica, la situazione non dovrebbe sortire preoccupazione nei mercati. Tuttavia, non è da escludersi che essi reagiscano in maniera “isterica” a una situazione i cui “fondamentali politici” restano solidi.

Crede che possa cambiare qualcosa nei rapporti con l’Italia?

No. Monti non ha potuto incontrare la Merkel in Italia, ma ci saranno, in seguito, anche altre occasioni.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
17/02/2012 - aiuto o spinta? (giorgio cordiero)

La Merkel è stata "avvertita" . Appare ormai chiaro che l'atteggiamento ottuso ed oltranzista della Merkel e di alcuni organi di stampa tedeschi (Bild) stiano rischiando di trascinare l'Europa verso un fallimeto della sua medesima esistenza con conseguenze che andrebbero a rovinare il giocattolo anche ai poteri forti della finanza internazionale, quella fantomatica oligarchia economica, tanto evanescente quanto tremendamente reale. I big della finanza (Soros ad esempio) cominciano a stufarsi dell'idiozia sansoniana della Merkel che è venuta comoda in una prima fase (ribassista) e che ora rischia di rovinare la controspeculazione che è ripartita da Wall Street e dal Grey market londinese. Insomma La merkel deve mettere mano al portafogli altrimenti cadrà con tutti i filistei. Credo proprio che il tempismo con il quale la magistretura germanica è intervenuta sia quantomai sospetto , al punto che mi sento di dire che presto i mercati finanziari torneranno a sorridere, altrimenti la prova di forza delle banche si trasformerebbe in un implosione recessiva e questo nessuno lo vuole veramente, intanto la Grecia mi pare quell'astice al mercato del pesce: ogni tanto lo rianimano con lo spruzzino (trenches di aiuti) ma ne prolungano l'agonia.Intanto le casse delle fiduciarie elvetiche ringraziano i ricchi greci che ivi si rifugisano in compagnia di qualche italiano.