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MARO' ARRESTATI/ India, i soldati italiani rischiano ergastolo o anche pena di morte

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I due marò del reggimento San Marco rischierebbero anche la pena di morte. Massimiliano La Torre e Salvatore Girone i due soldati italiani che hanno sparato contro dei pescatori indiani credendoli pirati, secondo quanto dicono le autorotà indiane, compariranno oggi pomeriggio davanti a un tribunale. Dato che oggi in India è giorno di festa, la presenza davanti al giudice potrebbe essere rimandata a domani. I due soldati sarebbero scesi a terra dalla petroliera insieme al comandante di propria spontanea volontà per un gesto di cortesia nei confronti delle autorità indiane, spiega il nostro ministero degli esteri che anzi li avrebbe sconsigliati dal farlo. Una volta a terra sono stati portati al circolo ufficiale della Polizia centrale dell'isola di Wellington e quindi a un altro centro dove sono stati interrogati dal capo della polizia locale. I due soldati italiani sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani dopo averli scambiati per dei pirati che infestano quelle zone. Peraltro non è assolutamente sicuro che l'incidente sia avvenuto nelle acque territoriali indiane. Adesso il trasferimento al un tribunale locale per essere interrogati da un giudice: secondo l'articolo 302 del Codice penale indiano l'omicidio può essere punito con l'ergastolo o con la pena di morte. Secondo il nostro ministero degli esteri che si dice certo che l'episodio sia avvenuto in acque internazionali il caso deve essere affrontato dalla magistratura italiana. Inoltre la nave su cui erano i due soldati batteva bandiera italiana. Infine, i due soldati godono dell'immunità. Anche la petroliera è ferma nel porto indiano di Kochi. Il caso al momento risulta assai complicato e poco chiaro. I due soldati italiani intanto smentiscono categoricamente di aver colpito chicchessia e quindi di aver ucciso dei pescatori. Non è chiaro poi perché la nave dopo che l'episodio è avvenuto in acque internazionali, sia entrata in quelle indiane permettendo ai soldati di venire fermati dalle autorità indiane disobbedendo all'ordine della Marina militare italiana di fare ciò. Nel rapporto fornito dai soldati italiani le foto del peschereccio mostrano una imbarcazione diversa da quella dove ci sarebbero stati i morti. Nella barca fotografata dai nostri militari ci sarebbero invece stati degli uomini armati. Rimane poi il mistero di chi abbia dato ordine ai due soldati italiani di scendere a terra sul suolo indiano. In ogni caso a difesa dei nostri uomini c'è tutta la procedura di casi analoghi a questi: anche se si tratta di un attacco da parte di uomini armati, i soldati hanno l'ordine di sparare verso l'acqua nei pressi dell'imbarcazione e non sull'imbarcazione stessa.


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