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NUOVA ZELANDA/ Il vescovo Jones: un anno di terremoti non ha piegato la fede del popolo

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Molte delle vittime del terremoto sono state seppellite dalle Chiese cristiane, e alcune di queste dalle Chiese cattoliche. Si sono inoltre persi alcuni posti di lavoro perché diverse aziende sono state costrette a chiudere. La maggior parte delle persone ha trovato questa esperienza estremamente difficile e inquietante, anche perché di fronte a una serie continua di terremoti, che cosa può fare una persona?

 

Nell’ultimo anno e mezzo ha osservato anche dei segni positivi nella comunità della sua diocesi?

 

Una cosa che mi ha fatto rallegrare è stata la testimonianza delle persone che ogni domenica si recavano a Messa come se nulla fosse. Rispetto all’anno che ha preceduto i terremoti il loro numero non è cambiato affatto. Le persone cattoliche, come tutti gli altri cittadini di Christchurch, sono determinati a continuare a vivere anche in questo periodo terribile e a restare fedeli alle loro attività ordinarie.

 

Questi continui terremoti non hanno fiaccato il coraggio della gente?

 

So che alcune persone hanno pregato con maggiore frequenza di quanto abbiano mai fatto prima, ma sono sicuro del fatto che la fede di alcune altre si è indebolita in seguito allo stress, per il fatto di vivere una terribile incertezza e vedere dei danni così grandi, la perdita delle case e così via. Alcuni commentatori fondamentalisti inoltre hanno fornito delle interpretazioni pubbliche affermando che Dio starebbe punendo la città per i peccati della sua gente.

 

Dopo il terremoto dell’11 febbraio 2011 ci sono state numerose altre scosse. Per una persona cristiana, è possibile vivere la certezza della fede anche in una situazione di così grave incertezza?



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