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NIGERIA/ Kaigama (vescovo): cristiani e musulmani si uniscano contro i terroristi

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Quello che sta avvenendo è un attacco contro i cristiani, ma non vogliamo generalizzare troppo, perché a essere colpite sono anche le stazioni di polizia, le istituzioni governative, gli edifici delle Nazioni Unite. Boko Haram si oppone infatti alla cultura e all’educazione occidentale, e le chiese sono viste come qualcosa che fa parte di questa occidentalizzazione. E soprattutto, i terroristi sanno che quando attaccano una chiesa questo fa molto più notizia a livello internazionale di quando colpiscono una stazione di polizia. E’ una forma di guerriglia, perché nessuno sa quando ci sarà una nuova esplosione. Per questo la Chiesa invita i fedeli a essere molto prudenti, a fare il possibile per tutelare la loro incolumità ed evitare di soffrire se questo non è necessario. Non c’è alcun dubbio che l’obiettivo di questi piccoli gruppi fondamentalisti è quello di attaccare i cristiani, e che lo faranno ancora più e più volte. Anche se speriamo che l’intervento del governo possa porre rimedio a questa situazione.

Gli sforzi del governo per combattere il terrorismo stanno producendo i primi risultati?

Devo ammettere che il governo ha fatto del suo meglio. A Jos la presenza dell’Esercito, della polizia e dello State Security Service (i servizi segreti, Ndr) è stata molto utile, in quanto gli agenti pattugliano le strade e restano a disposizione per controllare qualsiasi incidente. Il governo quindi ha dedicato delle risorse considerevoli per combattere Boko Haram, ma non è ancora abbastanza. Ciò che vediamo è che i terroristi hanno qualcuno che li appoggia, che possono avere dei collegamenti all’estero, ed è proprio questo che i nostri servizi segreti devono scoprire. Ciò che occorre è un programma coordinato con una rete di intelligence per scoprire chi c’è dietro a Boko Haram, in Nigeria o all’estero, chi fornisce il denaro, la logistica, l’equipaggiamento. Esigiamo inoltre di sapere chi sono questi terroristi, come sono reclutati, in che modo vengono addestrati e come comunicano tra di loro. Ci aspettiamo che per ciascuna di queste domande, i nostri servizi segreti siano in grado di fornire una risposta, e che quindi recidano il problema alla radice. Mentre tutto questo non è stato compiuto nel modo che auspichiamo.

I principali leader musulmani stanno prendendo posizione contro gli attacchi terroristici?



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