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NIGERIA/ Kaigama (vescovo): cristiani e musulmani si uniscano contro i terroristi

Pubblicazione:martedì 28 febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 28 febbraio 2012, 12.06

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“Cristiani e musulmani si mettano insieme senza pregiudizi per sconfiggere le forze malvagie dei terroristi di Boko Haram, che colpiscono tanto le chiese quanto le personalità islamiche per scatenare una spirale di odio religioso. Forse Dio ha permesso gli ultimi attentati per consentirci di scoprire chi sono i musulmani e i cristiani autentici, pronti a lavorare per la pace, lo sviluppo e il progresso della Nigeria”. E’ il commento di Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, la città dove domenica un’autobomba ha colpito una chiesa provocando tre morti e 38 feriti. A rivendicare l’attacco suicida contro la sede della “Church of Christ” in Nigeria è stata la formazione terroristica di Boko Haram, la stessa che aveva seminato morte la notte di Natale e dato un ultimatum ai cristiani invitandoli ad andarsene dal Nord del Paese o a essere sterminati. Ilsussidiario.net ha raggiunto al telefono l’arcivescovo Kaigama, che in questi giorni sta partecipando agli incontri della Conferenza Episcopale Nigeriana ad Abuja.

Arcivescovo Kaigama, com’è la situazione per i cristiani di Jos dopo l’attentato kamikaze di domenica?

I cristiani di Jos sono arrabbiati e preoccupati. Per qualche tempo la mia arcidiocesi è rimasta tranquilla e in pace, e abbiamo pensato che finalmente fosse tornata la calma. Questa esplosione è stata del tutto inaspettata e ha creato una grande tensione.

Che cosa sta avvenendo nel Nord della Nigeria, dopo l’ultimatum di Boko Haram ai cristiani?

C’è paura, ansietà, tensione. La tattica di Boko Haram è sempre molto imprevedibile, attaccano quando meno te lo aspetti. E a finire nel mirino non sono solo i cristiani, lo abbiamo visto a Kano dove un attentato ha colpito dei musulmani che uscivano dalla moschea. Si tratta di attacchi indiscriminati, ed è proprio questo a preoccupare di più, perché non sai quando, dove e come scoppierà la prossima bomba. Nel corso della riunione della Conferenza Episcopale Nigeriana, cui sto partecipando in questi giorni, domenica è intervenuto il presidente della Federazione, Goodluck Jonathan, che ci ha inviato un messaggio di buona volontà. Noi vescovi abbiamo sottolineato che è suo dovere compiere tutto ciò che è in suo potere per riportare un’atmosfera tranquilla nel Paese, coordinando gli sforzi per sconfiggere Boko Haram che è causa di grande preoccupazione sia per i cristiani sia per i musulmani.

Quello che sta avvenendo nel Nord della Nigeria può essere definito come un genocidio dei cristiani?


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