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NIGERIA/ Guido Olimpio: contro i cristiani è in atto una pulizia etnico-religiosa

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Da un lato istituzioni e forze dell’ordine non hanno compreso per tempo la reale pericolosità di Boko Haram. Dall’altra c’è qualcuno che magari nutre delle simpatie per i terroristi islamici, tanto che non c’è dubbio che alcuni capi siano stati rimessi in libertà dopo essere stati catturati. L’insieme di questi fattori ha fatto sì che il gruppo terroristico non fosse particolarmente toccato dalla repressione o dalle attività della polizia. Dopo le ultime stragi c’è stato forse un risveglio, ma la stampa internazionale ha parlato di complicità all’interno dei servizi segreti o in alcuni apparati militari.

 

Il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, è un cristiano. Ritiene che stia facendo abbastanza per proteggere le chiese?

 

Sta facendo quello che si può fare in un Paese così grande. In Nigeria esiste una miriade di problemi, per esempio i guerriglieri del Mend, e a causa delle dimensioni gigantesche della federazione non è facile mantenere l’ordine. Forse all’inizio Boko Haram è stato un po’ sottovalutato, non ci si è concentrati bene sui rischi legati a questo gruppo. Quando ha iniziato ad attaccare e a fare stragi, ormai era troppo tardi per fermarlo. Come sempre la risposta al terrorismo è venuta dopo che questo ha attaccato, ed è il motivo per cui le forze dell’ordine sono sempre un passo indietro rispetto agli attentatori.

 

(Pietro Vernizzi)



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