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DIARIO RUSSIA/ Pro o contro Putin? Il difficile lavoro di "ricostruire" la vita

Pubblicazione:lunedì 6 febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 7 febbraio 2012, 19.12

Mosca, manifestazione a favore di Putin al Parco della Vittoria (foto Marta Dell'Asta) Mosca, manifestazione a favore di Putin al Parco della Vittoria (foto Marta Dell'Asta)

Seconda tappa: via Bolshaja Jakimanka, sono le 14 e la gente ormai è già tutta sulla piazza Bolotnaja; ci affrettiamo e arriviamo al fiume, dove ci accoglie una specie di caravanserraglio di cartelloni fatti in casa, che fanno a gara per la battuta migliore: “Putin scendi dalla barca”, “Puter kaputt”, “il pesce marcisce dalla testa”. Ormai la manifestazione si sta concludendo, ma sicuramente c’è meno folla. Molti, ci dicono, se ne sono già andati perché gli interessava soprattutto esserci, la marcia come segno di presenza, non i discorsi politici a seguire. 

Una cosa unisce la piazza della Vittoria e la Bolotnaja: sono tutti “contro”: contro Putin, o contro quelli che sono contro Putin. Bisogna che la differenza, se c’è, venga fuori.

Qui in piazza Bolotnaja c’è veramente di tutto, bandiere russe, bandiere bianche del movimento “per elezioni oneste”, bandiere rosse, persino il Che Guevara. È chiaro che è una folla eterogenea, unita dal desiderio di manifestare il proprio desiderio di onestà, la propria dignità, ma che per il resto la pensa nei più svariati modi. È un dato di fatto, ha scritto sul suo blog Aleksandr Archangelskij il 3 febbraio, “non siamo tutti della stessa idea, siamo soltanto compagni di sventura. Quel che ci unisce è il desiderio di non tornare indietro agli anni 2000, solo per questo siamo pronti ad unirci, prima di tornare a differenziarci”. 

La dimostrazione si è sciolta dandosi un altro appuntamento ma, ci si chiede, il momento della piazza non può dilungarsi all’infinito, ci vuole un passo ulteriore. Sempre Archangel’skij ha affermato che è ora di “incominciare il tedioso lavoro di ricostruire la vita su nuovi principi. Il risultato non sarà eclatante, la strada sarà lunga, ma tra una vita difficile e una facile morte è meglio scegliere una vita difficile”. Una delle proposte immediate lanciate in piazza, ancora sotto il segno della passione per la presenza, è quella di presentarsi in massa come osservatori nei seggi; distribuiscono dei biglietti da compilare con la propria mail per fare i volontari. Un ottimo spunto di lavoro ma, come ha commentato giorni fa Arsenij Roginskij, dell’Associazione Memorial, bisogna veramente che diventi un lavoro, perché è un impegno serio acquisire le competenze tecniche necessarie per essere un’utile presenza nei seggi.

Questa, probabilmente, è la nuova strada che si apre. Perché, quanto ai numeri, questa volta sono dalla parte di Putin.

 




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