BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

IRAN/ A chi giova il falso allarmismo "anti-Ahmadinejad" di Israele?

Mahmoud Ahmadinejad (Infophoto)Mahmoud Ahmadinejad (Infophoto)

Per questo, dicevamo, c’è di che preoccuparsi: perché le decisioni riguardo a un attacco del genere rischiano di essere nelle sole mani di un uomo che mostra di non essere affatto razionale.

Sul piano morale i propositi espressi e le invettive lanciate contro Israele dall’attuale premier iraniano Mahmoud Ahmadinejad meritano una condanna senza riserve. Sul piano effettuale della politica occorre però distinguere tra il volere e il potere. L’Iran non è assolutamente in grado di costruirsi delle armi nucleari realmente impiegabili. Può al massimo arrivare, come già l’India o il Pakistan, a produrre degli ordigni statici da far esplodere in cima a un traliccio a titolo per così dire di autocelebrazione. Un Paese che, pur avendo immense riserve di petrolio, non riesce nemmeno a prodursi da sé la propria benzina non ha in misura sufficiente le capacità scientifiche, tecnologiche e industriali che sono necessarie per sviluppare tutta l’informatica, l’avionica e la telematica necessarie per lanciare testate nucleari su bersagli lontani. Inoltre, come tutti noi, sta sotto l’ombrello del controllo planetario assoluto e incontrastato che gli Stati Uniti esercitano sulle reti di telecomunicazione dell’intero mondo.

Quindi non soltanto non è in grado di suo di diventare una vera potenza nucleare, ma ammesso e non concesso che ci riuscisse, non avrebbe alcun modo di fare uso dei suoi eventuali missili nucleari, poiché tutto ciò che vola a distanza nel mondo corre lungo canali informatici che sono degli Stati Uniti e che gli Stati Uniti possono chiudere quando vogliono. Ciò vale, notiamo per inciso, anche per Israele: senza la collaborazione tecnica de jure o de facto di Washington nessuna squadra aerea da bombardamento potrebbe volare da Israele all’Iran e ritorno.

Stando così le cose, sul piano militare, e più in generale sul piano della forza, la cattiva volontà di Ahmadinejad va di certo combattuta e sconfitta, ma solo nella misura della sua efficacia (che è relativamente modesta). Oggi come oggi, come si diceva, se gli Stati Uniti non chiudono all’aviazione israeliana i loro canali telematici, gli aerei con la stella di Davide sono tranquillamente in grado di andare a bombardare i siti nucleari dell’Iran finché vogliono, e l’Iran non può farci niente. La vittoria immediata, se ha senso parlare di una vittoria in circostanze del genere, è garantita.