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DIBATTITO/ Milbank: ai movimenti di protesta manca un "senso religioso"

Pubblicazione:sabato 10 marzo 2012

Occupy Wall Street a Washington (InfoPhoto) Occupy Wall Street a Washington (InfoPhoto)

Le persone coinvolte in questi avvenimenti non sono molto organizzate né hanno ben chiari quali sono i loro obiettivi, e questo potrebbe impedire ad essi di essere realmente incisivi. Ma il fatto più significativo è che in passato la maggior parte delle rivoluzioni sono state messe in atto dalla classe media. La stessa che oggi si sente alienata per il fatto di non riuscire a trovare un lavoro, e per il timore di perdere il suo benessere. Questo fattore ha avuto delle grandi implicazioni, scatenando una sorta di rivoluzione.

 

Quali sono le principali somiglianze e differenze tra le proteste di Occupy Wall Street e la Primavera araba?

 

L’elemento comune è stata la sensazione di distanza dai poteri oligarchici, cioè da poche persone con benefici sproporzionati rispetto a quelli della massa. Da un lato quindi nei Paesi arabi c’è stata la ribellione contro figure dittatoriali e leggi quasi criminali. Dall’altra c’è stato il desiderio di rivendicare un futuro diverso. In Occidente le persone scendevano in piazza contro alcune pratiche estreme proprie dei mercati globali. Ci sono alcuni elementi della Primavera araba che non sono affatto peculiari del Medio oriente, ma d’altra parte ci sono alcuni elementi più complicati di come li abbia rappresentati finora la stampa occidentale: per esempio le rivalità tribali e interreligiose. Se guardiamo a cosa c’è dietro questi gruppi che manifestano per chiedere il rispetto dei diritti umani, osserviamo come la minoranza cristiana sia spaventata per quanto sta avvenendo. Un altro elemento da tenere in considerazione è il cambiamento di tattica da parte delle forze islamiste, che molto probabilmente prevarranno in molti dei Paesi arabi. Sarebbe bello pensare che quello che emergerà dalla Primavera araba sarà una sorta di ibrido, con una nuova forma di Stato islamico più tollerante. Ma non sono sicuro che tutti i segnali cui assistiamo siano così promettenti.

 

Di fronte alle proteste dei giovani, che cosa dovrebbero fare i governi di Occidente e Medio Oriente?


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