BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ Milbank: ai movimenti di protesta manca un "senso religioso"

Pubblicazione:sabato 10 marzo 2012

Occupy Wall Street a Washington (InfoPhoto) Occupy Wall Street a Washington (InfoPhoto)

“Di fronte a fenomeni come Occupy London o Occupy Wall Street, la Chiesa inglese e americana dovrebbero proporsi come mediatrici, cercando di coordinare nuove forme di dibattito e convincendo i manifestanti a riflettere meglio sui loro obiettivi. Il rischio da scongiurare è che queste proteste spontanee siano strumentalizzate dai partiti politici più estremisti, come purtroppo è avvenuto più volte”. Ad affermarlo, nel corso di un’intervista a Ilsussidiario.net, è il teologo inglese John Milbank. Per il professore dell’Università di Nottingham, “dal punto di vista finanziario la City of London (cioè il centro finanziario, ndr) gode di una serie di privilegi, di cui beneficia solo una piccola minoranza e che vanno ben al di là di un normale controllo democratico. E’ contro queste ingiustizie che andrebbe convogliata la protesta di Occupy London, invece di disperderla su altri obiettivi”.

 

Professor Milbank, fino a che punto proteste come quelle di Occupy Wall Street e di piazza Tahrir saranno in grado di cambiare realmente la società?

 

E’ impossibile predire il futuro, ma in entrambi i casi si tratta di fenomeni significativi e nuovi dal punto di vista sociale e politico. Queste proteste non emergono da gruppi sociali o da ideologie definite, proprio per la loro caratteristica singolare di manifestazioni spontanee. L’elemento che le accomuna in tutto il mondo è la percezione che vi sia una nuova oligarchia, la cui esistenza è rimossa anche dalla coscienza della classe media. Si tratta di una semplice reazione della gente che tende sempre di più a coalizzarsi. E’ questo a portare le persone a riunirsi nelle strade dal Cairo a New York, da Homs a Londra.

 

Lei è stato testimone diretto degli eventi di Occupy London (l’analogo inglese di Occupy Wall Street, ndr). Che cosa ha osservato?

 

Ciò che ho notato con grande frequenza è la presenza in mezzo alla folla di gruppi che puntavano a “impossessarsi” delle manifestazioni spontanee. Lo spettro di chi protestava era molto variegato, andava dai movimenti politici più radicali fino alla Chiesa. E la conseguenza era che tra gli stessi contestatori nascevano a volte discussioni molto accanite.

 

In molti si sono chiesti se proteste come quelle di Occupy Wall Street o di piazza Tahrir siano realmente spontanee, o se in realtà siano manovrate da poteri occulti o da veri e propri partiti politici …


  PAG. SUCC. >