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DIBATTITO/ Milbank: ai movimenti di protesta manca un "senso religioso"

Pubblicazione:sabato 10 marzo 2012

Occupy Wall Street a Washington (InfoPhoto) Occupy Wall Street a Washington (InfoPhoto)

Nel caso della Primavera araba, la risposta è molto semplice: i governi dovrebbero dimettersi. Per quanto riguarda Stati Uniti e Gran Bretagna di fronte a Occupy Wall Street e Occupy London, il discorso è invece più complesso. In Occidente i governi possono avere una serie di pretesti per mostrarsi intolleranti nei confronti delle proteste, adottando una legislazione anti-terrorismo per cercare di limitare il diritto di manifestare da parte dei giovani. Anche se in realtà queste proteste non rappresentano una minaccia per nessuno. I governi dovrebbero quindi tollerare le manifestazioni e organizzare discussioni e seminari invitando chi protesta, i rappresentanti del mondo della finanza e altre personalità a confrontarsi tra di loro. Cogliendo questa opportunità di una nuova forma di dibattito pubblico su temi come la finanza.

 

Ritiene che tutto ciò possa realmente avvenire?

 

In realtà, purtroppo tutto ciò non risulterebbe affatto vantaggioso per governi così strettamente correlati al mondo della finanza, anche quando ciò va contro l’interesse nazionale, come quelli di Stati Uniti e Gran Bretagna. Questi governi traggono infatti così tanti benefici dai loro legami con la finanza internazionale, che questo finisce per corromperne le decisioni politiche.

 

Chi potrebbe avere quindi l’autorità morale per aprire un dibattito serio?

 

Sono soprattutto le istituzioni religiose che dovrebbero coordinare nuove forme di dibattito, convincendo i manifestanti a riflettere meglio sui loro obiettivi. Purtroppo nel Regno Unito la risposta della chiesa anglicana che ha chiuso le porte della cattedrale di Saint Paul ai manifestanti, ha denotato una singolare mancanza di fantasia. Gli occupanti sono stati rimossi, la Chiesa si trovava a disagio nei loro confronti e così ha perso un’enorme opportunità per farsi benvolere. In Inghilterra gli occupanti stanno infatti riscuotendo una grande popolarità da parte dell’opinione pubblica.

 

Per quale motivo ritiene che i contenuti di Occupy London meritino il sostegno della Chiesa inglese?

 

Il punto è che i vertici anglicani hanno fatto prevalere i problemi locali sul significato globale della protesta, non riuscendo a comprendere l’enorme opportunità simbolica legata al fatto che i manifestanti chiedevano accoglienza nella cattedrale di Saint Paul. La City of London del resto da un punto di vista finanziario gode di privilegi speciali, che vanno ben al di là di un normale controllo democratico. E’ come se nella Costituzione britannica ci fosse una parte nascosta. Il mio amico, Lord Maurice Glasman, ha tentato di incoraggiare i manifestanti a lanciare una sfida su questo aspetto specifico. Ritengo che si trattasse di un buon piano, ma purtroppo gli esponenti legati ai partiti politici più estremisti hanno corrotto ciò che stava avvenendo.

 

(Pietro Vernizzi)



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