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OSTAGGIO UCCISO/ Caracciolo: la (non) politica estera dell'Italia ha "ucciso" Lamolinara

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Che ne pensa delle reazioni di Monti e Napolitano? Inizialmente irate, poi più morbide. E che ne pensa della versione inglese che dice che noi sapevamo che un attacco ci sarebbe stato?

Io non so cosa sapessimo noi e cosa sapessero loro. E' buona regola comunque quando si apre una polemica avere gli strumenti per sostenerla. Evidentemente non ne avevamo a sufficienza, o se li avevamo non abbiamo avuto il coraggio di usarli. Queste vicende comunque si misurano nel tempo.

In che senso?

Il tempo farà capire se ci sono altri tavoli e altri teatri in cui qualcuno può rivalersi sugli altri.

C'è chi dice che l'Italia non conti nulla sul piano internazionale, pensando ai casi Battisti o a quello dei marò in India.

Direi che siamo in una fase particolarmente modesta di un Paese che non è mai stato particolarmente influente. Siamo sostanzialmente oggetto di politica altrui e molto raramente soggetto. Quando poi proviamo a esserlo, facciamo figure non esaltanti.

Da quanto tempo al nostro Paese manca una seria politica internazionale?

Sicuramente dai tempi della Prima Repubblica. Allora esisteva eccome una politica estera italiana, anche perché c'erano personaggi come Fanfani, Moro, Andreotti, Craxi o Berlinguer. C'erano cioè dei soggetti politici e dei leader politici che la praticavano come i nomi che le ho citato. La Prima Repubblica aveva un suo irradiamento internazionale e l'Italia è un Paese relativamente importante. Poi è successo quello che sappiamo: sono almeno vent'anni che siamo fuori degli schermi radar oppure ci rientriamo per i nostri problemi, cioè per la nostra capacità di far diventare finale anche la crisi dell'euro.

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