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Esteri

UGANDA/ John (Avsi): ecco la nostra risposta a Joseph Kony

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Il principale problema oggi è la crisi finanziaria che sta colpendo anche il resto del mondo. Molti ugandesi inoltre hanno lasciato i campi profughi, dove trovavano una risposta alle loro varie necessità, e sono tornati nelle loro case. Queste ultime sono luoghi privi di tutto, spesso lontani dalle scuole e da qualsiasi servizio medico. Finora c’è stata una pace relativa, nel senso che non c’è più la guerra, ma nello stesso tempo è molto difficile riuscire a vivere in modo dignitoso. Dal 2006, da quando cioè si sono tenuti i colloqui di pace in seguito ai quali Kony ha abbandonato la parte settentrionale dell’Uganda (per stabilirsi in Sudan, ndr), le cose nel Paese sono molto cambiate. Avsi è impegnata ad aiutare gli ex bambini-soldato.

 

Quali sono stati i passi avanti compiuti da questi bambini grazie al vostro sostegno?

 

I bambini rapiti sono stati oltre 20mila, cui se ne sono aggiunti molti altri coinvolti nel conflitto in diversi modi. Oggi però molti di loro sono tornati alla loro vita quotidiana come molti altri bambini, e ne condividono gli stessi bisogni: l’educazione, l’acqua potabile, i mezzi di sostentamento, una fonte di reddito per le loro famiglie. Avsi quindi sta sostenendo le comunità a costruire le loro case e ad avere accesso all’acqua potabile. Abbiamo aiutato le amministrazioni locali a organizzare in modo adeguato il sistema sanitario, ma nello stesso tempo c’è la necessità di creare delle fonti di reddito. Le famiglie degli ex sfollati devono trovare un modo per guadagnare qualcosa e riuscire così a rispondere ai loro più diversi bisogni, ed è su questo che Avsi si è concentrata. Dal mio punto di vista Kony è un esempio del fatto che se non ci impegniamo per sostenere l’umanità di queste persone, in futuro ci possiamo aspettare l’arrivo di un nuovo Kony. E’ molto più importante quindi prenderci cura delle persone, perché è a partire da questo che è possibile creare un ambiente dove la pace sia sostenibile.

 

Quali possono essere le conseguenze psicologiche del video “Kony 2012” per gli ex bambini soldato?