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Esteri

UGANDA/ John (Avsi): ecco la nostra risposta a Joseph Kony

Per JOHN MAKOHA di Avsi, “senza che qualcuno si prenda cura dei 2 milioni di sfollati e degli ex bambini-soldato, anche se Kony dovesse essere catturato presto ne sorgerà uno peggio di lui”

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“L’Uganda dal 2006 a oggi sta attraversando un periodo di relativa pace. Oggi il problema più urgente non è catturare Joseph Kony, ma aiutare i 2 milioni di ex sfollati a ritornare a condurre una vita normale, ottenere uno stipendio dignitoso e offrire un’educazione ai loro figli. Senza che qualcuno si prenda cura di queste persone, anche se il feroce ‘Signore della Guerra’ dovesse essere giustiziato, presto in Uganda sorgerà un nuovo Kony”. E’ il commento di John Makoha, direttore di Avsi Uganda, al video “Kony 2012” che su YouTube è già stato visto da 70 milioni di utenti in tutto il mondo. Un filmato di circa mezz’ora, realizzato dall’organizzazione non profit “Invisible Children”, su cui il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, si è espresso in termini entusiastici: “L’America continuerà a combattere contro l’Esercito di Resistenza del Signore (Lra)”, cioè la formazione militare di Kony che costringe i bambini-soldato a combattere armati di kalashnikov.

Makoha, che cosa ne pensa del modo in cui il video “Kony 2012” racconta il dramma dei bambini-soldato?

Per le molte persone che in Uganda hanno fatto esperienza di Kony, un film non è abbastanza. Questo film in particolare auspica la cattura di Kony, e sono molti i miei connazionali che desiderano che sia fatta giustizia. Ma la vera emergenza sono le numerose persone che, dopo avere vissuto in guerra per oltre 26 anni, dal 2006 hanno visto tornare una relativa pace. Molti di loro hanno abbandonato i campi profughi, dove in precedenza erano state ospitate fino a 2 milioni di persone, e ora stanno iniziando a stabilirsi in vere e proprie case. Per queste persone la cosa più importante è assicurarsi i mezzi di sussistenza. Avsi ha sostenuto oltre mille famiglie per aiutarle a tornare nelle loro abitazioni, cercando di favorire la creazione di piccole attività imprenditoriali per consentire loro di sopravvivere e fronteggiare una serie di difficoltà e malattie che non si erano viste in precedenza. Tra questi il “morbo del nord”, che sta affliggendo le regioni settentrionali del Paese.

Per la maggioranza degli ugandesi questi problemi sono molto più pressanti della cattura di Kony. Che cosa è cambiato in Uganda dal 2006 a oggi?