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STRAGE AFGHANISTAN/ Un soldato Usa: pagheremo caro il massacro del sergente assassino

Pubblicazione:lunedì 12 marzo 2012

Militari Usa in Afghanistan (InfoPhoto) Militari Usa in Afghanistan (InfoPhoto)

E’ uno stress enorme. Ogni giorno rischi di morire, per una serie di cause diverse: razzi, attacchi kamikaze, granate. Ogni mattina ti svegli e sai che quella potrebbe essere l’ultima. E qualcuno quindi finisce psicologicamente a pezzi, perché non riesce a gestire quei livelli di pressione. Tutto ciò però non è una giustificazione per quanto di malvagio è stato compiuto dal soldato in Afghanistan. Il militare che ha compiuto la strage in quel momento non era attaccato, anche se non sappiamo se il giorno prima avesse magari rischiato di morire. Non conosciamo il contesto in cui tutto ciò è avvenuto. Magari di recente non gli era accaduto nulla di particolarmente drammatico, ma ciò era avvenuto in precedenza. Tutto ciò che sappiamo è che quel soldato sarà perseguito senza sconti e finirà in prigione. L’Esercito non tollererà delle follie di questo tipo, qualsiasi siano le circostanze in cui sono state originate, anche perché rischiano di compromettere tutto ciò che di buono stiamo cercando di realizzare in Afghanistan.

 

In passato dei militari Usa in Afghanistan hanno bruciato il Corano e dissacrato i cadaveri dei nemici. Fino a che punto l’addestramento nell’Esercito Usa avviene in modo realmente adeguato?

 

Ciascuno di questi comportamenti era inappropriato ed è stato punito, soprattutto per quanto riguarda i militari che hanno dissacrato i cadaveri. Per quanto riguarda i Corani bruciati, il sacrilegio era stato già commesso dagli stessi prigionieri musulmani. Li avevano infatti utilizzati per scriverci sopra dei messaggi e passarseli tra di loro, e quindi per motivi di sicurezza i Corani sono stati distrutti. Ma non ritengo che all’origine di quanto è avvenuto ci sia un’inadeguatezza nell’addestramento dei soldati Usa. Tutti i soldati sono preparati in modo adeguato, ma quando ti trovi a gestire decine di migliaia di militari in uno scenario di guerra, quando avvengono delle violazioni da parte di singoli individui non si può parlare di lacune nell’organizzazione dell’Esercito. L’unica cosa che si può fare è fare sì che chiunque compie una violazione debba pagarne le conseguenze.

 

Anche punendo il responsabile, è difficile però riparare a 16 famiglie che si vedono sottratti i loro cari in modo così insensato …

 

Innanzitutto, desidero esprimere le mie condoglianze a chiunque sia stato coinvolto in questa tragedia, come le famiglie, gli amici e i residenti locali. Vorrei che fosse chiaro che gli Stati Uniti si trovano in Afghanistan non per proprio conto, ma all’interno di una coalizione. Tutto ciò che vogliamo è aiutare la popolazione afghana ad avere una vita la più prospera possibile, la vita che tutti noi vorremmo vivere. Non vogliamo danneggiare nessuno, bensì costruire una società in cui il popolo afghano possa ritrovare la pace e l’unità.

 

(Pietro Vernizzi)



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