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Esteri

INDIA/ Tutti gli errori che hanno fatto "naufragare" i marò

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Ora, l’unico giudice che può decidere quale legge applicare è quello dello Stato del foro, ovvero un giudice indiano. Che, dal canto suo, ai sensi della disciplina di cui sopra, non può seguire altra strada che quella di affermare la competenza dello Stato italiano. Sappiamo, tuttavia, che ci sono strumentalizzazioni, un’opinione pubblica decisamente ostile ai fucilieri e le elezioni tra pochi giorni.

Cosa possiamo fare, quindi?

Le diplomazia sta facendo il suo corso. Tuttavia, dato che la questione è stata impostata in questi termini, ha dei margini di azione piuttosto delicati. Non resta che prendere tempo. La vicenda è stata strumentalizzata per ragioni di politica interna e non è pensabile pensare di venire a capo dell’atteggiamento ostile della popolazione in pochi giorni. Anzitutto, quindi, dobbiamo aspettare che trascorrano le elezioni. E’ auspicabile che, una volta placati gli animi, le cose possano volgere al meglio.

E se così non fosse?

In tal caso, superata la prima fase diplomatica, il diritto internazionale prevede dei sistemi di risoluzione dei problemi. Esiste la possibilità di ricorrere, ad esempio, alla Corte internazionale di giustizia, il massimo organo giurisdizionale per risolvere le controversie tra Stati. E’ possibile valutare, inoltre, se il Tribunale internazionale del mare, per il caso specifico, abbia competenza. Ci sono anche altri tipi di tribunali internazionali, per ciascuno dei quali occorrerebbe verificare se sussistano gli estremi affinché possano avere la competenza sulla vicenda.

Perché l’India sta agendo ignorando il diritto internazionale?

L’India, come altri Paesi in via di sviluppo, sta cercando di assummere un ruolo mondiale preminente. La questione Battisti, tanto per intenderci, ha rappresentato uno schiaffo nei confronti italiani che non aveva alcuna ragion d’essere, e che va anch’esso interpretato in tal senso. Forti della loro crescita, nazioni come India, Cina e Brasile vogliono assumere rilevanza politica oltre che commerciale. Si tratta di una prova di forza per dimostrare che, rispetto al passato, sono in grado di non farsi più dettare le regole da chi un tempo li dominava.

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