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ITALIANI RAPITI/ Sono Paolo Bosusco e Claudio Colangelo i sequestrati da gruppo maoista dell'Orissa

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ITALIANI RAPITI IN INDIA: SONO PAOLO BOSUSCO E CLAUDIO COLANGELO - Due italiani sono stati rapiti in India. A confermarlo è la Farnesina, rivelando anche i nomi dei due uomini: si tratta di Paolo Bosusco, guida turistica, e di un suo cliente, Claudio Colangelo. Sembra che a sequestrare i due cittadini di nazionalità italiana sia stato un gruppo maoista dell’Orissa, stato federale dell’India orientale, e il rapimento sarebbe avvenuto nella zona di Kandhamal. Il sito internet della televisione indiana Ndtv ha fatto sapere che poco prima del rapimento i due turisti italiani stavano fotografando delle donne locali che si stavano bagnando in un fiume, in un’area tribale, azione vietata dalle autorità dello Stato indiano. Le famiglie dei due italiani sono state intanto avvisate, mentre l’unità di crisi della Farnesina è in contatto con il console generale a Calcutta, Joel Melchiori, che si sta recando sul luogo del sequestro. «Sono disperato, mi chiedo ancora se quello che è successo a mio figlio è vero o no», ha detto Azelio Bosusco, il padre di uno dei due rapiti. «Ho appreso del rapimento dal telegiornale. Aspettavo che mio figlio tornasse la prossima estate per poter andare con lui nella casa in montagna, come facciamo ogni anno». Ecco quindi chi sono i due italiani rapiti: Paolo Bosusco è nato a Condove, in provincia di Torino, ed è una guida turistica del luogo. Da novembre gestisce un’agenzia di viaggi a Puri, la Orissa Adventurous Trekking, che organizza anche escursioni per conoscere le tribù interne della regione indiana. E proprio per questo motivo si è rivolto a lui Claudio Colangelo, 61enne di Roma, partito insieme alla guida turistica il 12 marzo scorso per una escursione di cinque giorni. I rapitori, che come detto sarebbero maoisti dell’Orissa, avrebbero anche avanzato delle richieste di riscatto, in un messaggio audio di cui però ancora non è chiara l’autenticità: «Abbiamo imprigionato due turisti italiani. Abbiamo fissato una scadenza per domenica sera per fermare tutte le operazione contro i Naxal e andare avanti con il dialogo sulle nostre richieste in 13 punti. Se il governo non lo farà, sarà l'unico responsabile di ciò che accadrà ai turisti».



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