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ELEZIONI USA/ Tra aborto e pensioni, la cattolica Porto Rico manda in tilt Obama

Si è votato nelle primarie del Gop a Porto Rico e Mitt Romney ha vinto. Ne vengono alcune indicazioni utili per capire come potrebbero votare gli ispanici. LORENZO ALBACETE

Mitt Romney, candidato Repubblicano, in campagna elettorale (InfoPhoto) Mitt Romney, candidato Repubblicano, in campagna elettorale (InfoPhoto)

Nelle estenuanti, apparentemente interminabili, primarie per la scelta del candidato Repubblicano per le elezioni presidenziali di novembre, la scorsa settimana è avvenuto qualcosa che ha risvegliato la mia attenzione: Mitt Romney ha vinto le primarie a Porto Rico, aggiungendo 20 voti al suo già notevole distacco rispetto agli altri candidati.

Si può pensare che questo sia un mio particolare interesse perché sono nato e cresciuto a Porto Rico, e sarei disposto anche a sostenere che Adamo ed Eva fossero portoricani. Comunque, i notiziari nazionali hanno dato anch’essi un’attenzione maggiore del solito a ciò che è accaduto nell’isola, pur mancando, a mio parere, gli aspetti più interessanti dei risultati di queste primarie.

I media, infatti, vi hanno visto un’ulteriore conferma di quanto sia difficile superare Romney, soprattutto per Rick Santorum, che ha dedicato due giorni di campagna a Porto Rico, come ha fatto anche Romney. Tuttavia, vi sono alcuni punti che i media non hanno preso in considerazione.  
Romney è un mormone e ciò ha provocato negli Stati Uniti molte discussioni su quale sarebbe stata la posizione dei cristiani evangelici, parte importante della base elettorale Repubblicana, e cioè se avrebbero potuto votare per un candidato non cristiano. Santorum è cattolico, cosa considerata equivalente a essere non cristiano fino a non moltissimo tempo fa. A Porto Rico, dove la maggioranza è cattolica, la religione è apparsa come un fattore ininfluente, suggerendo che nel resto del Paese l’appartenenza religiosa di Romney non rappresenterà un problema per gli elettori ispanici. I portoricani, cittadini americani per nascita, votano come tali nelle primarie, ma non nelle elezioni presidenziali, presumibilmente perché non pagano imposte federali.

Il voto nell’isola è però visto da molti politici statunitensi come un’indicazione sul modo in cui  voterà la forte, e crescente, comunità portoricana residente nel resto del Paese, specialmente in Florida e a New York. Questa è la ragione per cui il presidente Obama ha deciso l’anno scorso di “andare in visita” a Porto Rico. Per molto tempo il partito guida nell’isola è stato il Partito Democratico, ma questo ora non è più così scontato. Il governatore, Luis Fortuno, è un Repubblicano, sostenitore di Romney, e l’85% di voti che Romney ha preso a Porto Rico aumenta l’importanza di Fortuno nella campagna del candidato mormone tra i portoricani e le altre comunità ispaniche del continente.

C’è un altro aspetto che potrebbe avere rilevanza a livello nazionale nelle prossime presidenziali di novembre: il problema dell’inglese come lingua ufficiale degli Stati Uniti. Ora come ora, gli Stati Uniti non hanno una lingua ufficiale e molti Repubblicani conservatori sono in favore di una modifica alla Costituzione che istituisca l’inglese come lingua ufficiale. A quanto pare, questi conservatori sono preoccupati per il numero sempre crescente di ispanici che entrano nel Paese. Sia Romney che Santorum sono in favore della causa “solo inglese”.