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AFGHANISTAN/ Jean: la morte del sergente Silvestri, un sacrificio "necessario"

Un altro militare italiano è morto in Afghanistan Un altro militare italiano è morto in Afghanistan

L’Italia, nel corso del summit Nato di Lisbona del 2009, si è impegnata a rimanere in Afghanistan fino al 2014. Il nostro Paese ha concordato con gli alleati che partecipano alla missione Isaf le linee guida per il ritiro, che sarà estremamente graduale, legato all’afghanizzazione del conflitto, al fatto cioè che le forze di polizia afghane avranno sempre maggiori poteri in modo da poter difendere il Paese impedendo che cada immediatamente in mano ai talebani. La grande massa della popolazione afghana è a favore della presenza occidentale. Fa eccezione, a parole, il presidente Karzai, che ha però delle esigenze di carattere politico interno e deve cercare di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, in modo da evitare di sembrare una marionetta nelle mani degli americani. I toni che usa sono quindi finalizzati a creare il consenso degli afghani nei suoi confronti.

Quali sono invece gli obiettivi di Obama in Afghanistan?

Obama ha sempre dichiarato che quello in Afghanistan era un intervento necessario, a differenza di quello in Iraq voluto da George W. Bush e che ha sempre criticato in modo netto. Il presidente democratico ha dato quindi vita al surge di 30mila soldati americani, i cui ultimi 22mila rientreranno negli Usa a fine settembre. Il futuro dell’Afghanistan sarà discusso al summit Nato che a maggio sarà tenuto a Chicago, alla presenza dei capi di Stato e di governo. In quella occasione sarà fatto il punto della situazione, in quanto la strategia deve adeguarsi di volta in volta a ciò che avviene sul terreno, nonché a condizionamenti di politica interna.

Dopo gli ultimi drammatici episodi in Afghanistan, come quello dei Corani bruciati, in molti hanno messo sotto accusa i militari Usa per la loro impreparazione …

La guerra ha sempre due aspetti. Le operazioni sul campo, che seguono una strategia militare, e l’aspetto psicologico. Nella base di Bagram il Corano è stato bruciato per errore, in mezzo a mucchi di altro materiale. I talebani hanno sfruttato quindi quanto è avvenuto per sottolineare il disprezzo che secondo loro gli americani avrebbero nei confronti della religione islamica.

 

(Pietro Vernizzi)


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COMMENTI
25/03/2012 - Contro il conformismo dei media italiani (Giuseppe Crippa)

Questa intervista di Pietro Vernizzi a Carlo Jean ha il pregio di sottolineare un punto che varrebbe la pena approfondire a dispetto del conformismo di segno opposto imperante nel giornalismo nostrano. Non chiedo certo a Il Sussidiario di inviare qualcuno a Kabul ma vorrei se possibile che venisse meglio provata la veridicità dell'affermazione di Jean: «La grande massa della popolazione afghana è a favore della presenza occidentale» Secondo me sarebbe importante che questo fosse compreso anche da noi italiani e quindi di conforto ai famigliari dei 50 «nostri ragazzi» caduti in questi anni.