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Esteri

CYBER GUERRA/ Social network, la nuova frontiera dei conflitti internazionali

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Questa è la domanda delle domande, in questo momento sulla scrivania di ogni ricercatore di tematiche sociali, politiche e tecnologiche. Alcuni studi rivelano che dove sorge un nuovo movimento, dove ci sono la possibilità e la volontà di modificare l’assetto politico, lì c’è sempre una tecnologia che interpreta il cambiamento in termini non solo di potere ma anche e soprattutto simbolici. Non esiste però un modello chiaro, ragionato e condiviso dalla comunità scientifica su quale sia il ruolo delle tecnologie nel determinare l’esito di una rivoluzione. Anche perché spesso sovrastimiamo l’aspetto tecnologico, ma dimentichiamo le classiche variabili che un sociologo delle relazioni internazionali dovrebbe considerare. Tra queste ci sono il contesto sociale, la presenza di una popolazione molto giovane, soggetti esterni allo Stato che, come rientra nelle normali strategie dei servizi segreti all’estero, soffiano sul fuoco e quindi alimentano i tumulti.

E’ un fatto però che Facebook è diventato un simbolo della rivoluzione egiziana …

Ciò nasce da un aspetto molto banale, ma importante: le tecnologie non sono altro dagli esseri umani, in quanto esprimono i bisogni, le aspettative e le necessità delle persone. Di fronte a un cambiamento, che necessita anche di uno stress culturale e simbolico molto forte, come la volontà di dire no per la prima volta, capire quanti si è e organizzarsi, è evidente che le persone utilizzeranno gli strumenti che hanno in mano. Banalmente, se sta arrivando un pericolo e debbo lanciargli qualcosa, lo farò con quello che ho in mano. Oggi sempre più spesso abbiamo in mano dei cellulari, degli smartphone, la possibilità di collegarci alla rete. Un’altra questione importante è che parte dell’architettura della rete consente un maggiore allineamento delle forze in campo.

In che senso?

Nel senso che sul web il governo e i ribelli vengono a trovarsi sullo stesso piano. Per esempio, uno dei primi atti di qualunque rivoluzione è quello di occupare la tv di Stato, che veicola dei messaggi ma si trova in un luogo preciso. Oggi con la rete non occorre occupare un luogo, ma è possibile muoversi con una forza maggiore rispetto alla tradizionale asimmetria dei ruoli tra emittente e ricevente.

Fino a che punto i software inviati da Obama agli iraniani possono replicare una Primavera araba nel Paese?