BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CYBER GUERRA/ Social network, la nuova frontiera dei conflitti internazionali

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

La democrazia e la rivoluzione non si possono esportare. Ciascun Paese ha la sua storia, il suo assetto socio-economico, una situazione sociale, e quindi ogni fenomeno di cambiamento, inclusa la modificazione cruenta di un regime, deve passare attraverso la possibilità che le persone di quel luogo facciano qualcosa. E’ vero che la Primavera araba ha dei tratti eccezionali, e se vogliamo anche emozionanti di liberazione di un popolo e di indipendenza. Chi studia le relazioni internazionali sa che in realtà ci sono stati dei soggetti in campo, non propriamente neutri, come alcune emittenti arabe che fanno riferimento a precisi gruppi all’interno del mondo arabo, che hanno giocato il loro ruolo in quanto ogni governo, dittatura o regime ha i suoi amici e i suoi nemici.

Nel caso di Egitto e Siria però gli Stati Uniti finora hanno evitato di intervenire in modo diretto …

Per quanto riguarda i software venduti all’Iran l’aspetto simbolico è più forte, in quanto Obama interpreta un orientamento in politica estera più votato a un appoggio simbolico e comunicativo di alcuni fenomeni. Anche all’interno del contesto americano il presidente ha utilizzato profondamente il web, per esempio durante la campagna elettorale, e insiste molto sulle potenzialità della rete a più livelli. I maligni sostengono che il vero motivo è che Obama ha a disposizione un ottimo staff di marketing politico, che gli interessa di più di qualsiasi omaggio alla libertà. Ma comunque l’utilizzo del web è una sua cifra importante e attraverso i software venduti agli iraniani comunica un messaggio forte: “Non siete soli, vi diamo degli strumenti per tentare di essere più liberi”.

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.