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MESSICO/ L'esperto: così il narcotraffico governa il paese che accoglie Benedetto XVI

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Partiti, candidati ed elezioni scelte dal narco in ogni schieramento. Il narco governa, l’economia genera la politica. Il Pri domina le preferenze nei sondaggi per le elezioni presidenziali del 1 luglio 2012 con il candidato Enrique Peña Nieto. Il partito parla delle denuncie di Calderón come di una manovra per incidere nel processo elettorale. Ma è evidente che la narcopolitica è un fatto reale e non riferito a un singolo schieramento. La verità è che molte imprese prestanome o imprese legali che operano per i gruppo criminali si stanno proteggendo finanziando campagne elettorali. La politica non ha la forza per contrastarle. 

Qualche timido tentativo però esiste: nel febbraio 2010 si sono sospese le elezioni nello stato di Tamaulipa, al confine con gli Usa, per infiltrazione delle organizzazioni criminali nel processo elettorale. Ma è una goccia nel mare. Chiaramente è assai più semplice per il narco collocarsi nelle istituzioni a livello municipale o regionale piuttosto che a livello federale, ma nessuno sembra esente da questo proceso. I paesi che compongono il Nordamerica (Messico, Usa e Canada) sono il principale mercato delle droghe al mondo. Ogni anno muoiono 45mila persone a causa dell’uso di stupefacenti, si registra così l’indice più alto al mondo. I costi sono elevatissimi in materia di giustizia penale, di costi sanitari, di perdita di competitività (calcolati approssimativamente in 193mila miliardi di dollari).

E il Messico in questo senso gioca in ruolo sempre più determinate come luogo di smistamento del commercio di droga proveniente da tutto il Sudamerica. A differenza del passato, però, oggi i messicani consumano droga. Il rapporto di amore e odio con il vicino statunitense aveva in passato un segno di resistenza: vendere droga ma non consumarla. E in questo gioco ci si fregiava di una superiorità che imponeva un’economia criminale al colosso capitalista, senza però subirne gli effetti. “De la droga que sembramos ustedes son consumidores”, cantavano i Moltov in Frijolero, meno di un decennio fa. Non si può più dire lo stesso.

Per il Messico, il 2012 sarà un anno di presidenziali, ma si voterà anche il rinnovo di entrambe le camere del Congresso, così come per le elezioni locali in 14 dei 32 Stati del paese. E molti interessi saranno in gioco. Non c’è dubbio che la narcopolitica segnerà questa svolta.



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