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VIAGGIO DEL PAPA/ Tornielli: la fede di Benedetto è più grande di tutti i soprusi

Pubblicazione:lunedì 26 marzo 2012

Benedetto XVI (InfoPhoto) Benedetto XVI (InfoPhoto)

Per noi europei il viaggio del Papa è significativo perché ci mostra uno sguardo interessante in un Paese dove la fede è ancora un elemento decisivo per la vita e per la cultura di un popolo. Anche se in una società dove si vivono problemi e contraddizioni enormi come narcotraffico, violenze, povertà, aggressività. Pur in questo contesto, per noi europei la fede dei messicani è ancora un elemento cui guardare.

 

Il Papa ha dedicato un passaggio centrale del suo discorso alla necessità di “proteggere e accudire i bambini”. Qual è il significato di questa sottolineatura?

 

Le sue parole vanno inserite nel contesto in cui si è svolto il discorso del Papa. L’evento di ieri è avvenuto nella grande piazza di Lion, e Benedetto XVI ha parlato ai bambini incontrandosi con loro. La sottolineatura del Papa però deve essere riferita anche a una società dove la violenza, l’abbandono, la povertà e la fame vedono spesso nei bambini le vittime principali. E’ dunque un richiamo molto legato alla situazione locale del Paese.

 

Sul viaggio del Papa sono aleggiate le polemiche per la vicenda di padre Marcial Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo accusato di pedofilia. Che cosa ne pensa di questi attacchi?

 

Quella di padre Maciel è una vicenda triste e nello stesso tempo terribile, perché quest’uomo ha goduto anche di coperture ad alto livello che gli hanno permesso di continuare quasi fino alla fine della sua vita a commettere gravi crimini, violenze e soprusi. Il Papa nel corso dei suoi viaggi più importanti, dagli Stati Uniti nel 2008 all’Inghilterra nel 2010, ha sempre accettato di incontrare le vittime della pedofilia. La novità di sguardo con cui il Papa ha affrontato questo scandalo non è stato soltanto nell’affinare e irrigidire le norme canoniche, ma soprattutto nella sua vicinanza alle vittime delle violenze e alle loro famiglie. I suoi incontri con queste persone si sono però sempre verificati perché erano stati richiesti e concordati con l’episcopato locale. In Messico questo non è stato possibile anche per la veemenza polemica che alcune di queste ex vittime di Maciel hanno dimostrato nei confronti della Santa Sede. L’incontro quindi è stato impossibile perché non si è trattato di qualcosa che è stato desiderato per sanare una ferita, ma per gettare sale su di essa.

 

(Pietro Vernizzi)



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