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SUMMIT NUCLEARE/ Seul, colloquio Monti-Obama. Hu Jintao: dirò di investire in Italia

Pubblicazione:martedì 27 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 27 marzo 2012, 10.13

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I leader mondiali si sono riuniti ieri a Seul per il secondo summit sulla sicurezza nucleare. Poco prima dell’avvio, il presidente americano Barack Obama si è intrattenuto per qualche minuto con il premier Monti, a cui avrebbe detto che «l'Italia ha un ruolo molto importante», incoraggiandolo a proseguire in questa direzione. Il presidente del Consiglio, che avrebbe invece fatto il punto con Obama sull’economia italiana ed europea, ha incontrato anche il presidente cinese Hu Jintao, che durante la riunione plenaria del summit ha fatto sapere che incoraggerà investimenti sia pubblici che privati in Italia: «Suggerirò a tutte le autorità e alla business community cinesi di investire in Italia», avrebbe detto Hu Jintao. Monti ha anche ottenuto un incontro con il premier spagnolo Mariano Rajoy per poter chiarire l’equivoco a seguito di una sua frase pronunciata a Cernobbio, riguardo il rischio che la Spagna possa contagiare altri paesi: «Sono dispiaciuto per l'equivoco – ha detto Monti - : il mio era un messaggio rivolto agli imprenditori che di fronte a questa crisi non si deve allentare la tensione». Una volta cominciato il summit, i leader mondiali hanno nuovamente posto al centro della discussione l’importanza di una cooperazione a livello internazionale contro la minaccia del terrorismo nucleare. Secondo il presidente americano Barack Obama «la minaccia rimane. Ci sono ancora troppe persone in cerca di questi pericolosi materiali, e questi pericolosi materiali sono ancora vulnerabili in troppi luoghi. Non ci vorrebbe molto, giusto una manciata di questi materiali, per uccidere centinaia di migliaia di innocenti», quindi, ha spiegato Obama, «la sicurezza del mondo dipenderà dalle azioni che intraprenderemo». Nel suo intervento, Mario Monti ha invece spiegato che è necessario un «innalzamento degli standard di sicurezza per prevenire il verificarsi di incidenti a fronte di eventi naturali o di atti dolosi», insieme ad una «organizzazione coordinata ed efficiente di piani di intervento a livello nazionale, regionale e internazionale per fronteggiare le emergenze». 


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