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USA-CINA/ L'ex console: a chi conviene esasperare Pyongyang?

Kim Jong-un, presidente della Corea del Nord Kim Jong-un, presidente della Corea del Nord

Assolutamente sì, ciò che afferma Obama è del tutto vero. Ricordo che nel 2000 il segretario di Stato Usa, Madeleine Albright, si recò in visita di Stato a Pyongyang. Il presidente democratico sta quindi soltanto riprendendo e ricucendo un processo di riappacificazione che era già iniziato. Sarebbe bello e importante che l’Italia, che è intervenuta più volte per ristabilire la pace nel corso di altri conflitti internazionali, riprendesse a sua volta l’iniziativa in questo processo di riunificazione tra le due Coree. Non a caso l’allora presidente del Consiglio, Lamberto Dini, nel gennaio 2000 fu il primo statista al mondo a venire in visita ufficiale a Pyongyang.

 

Quali sono i veri obiettivi della Cina nel conflitto coreano?

 

Sono più di dieci anni che a Pechino si incontrano sei delegazioni per i colloqui di pace: oltre a quelle di Corea del Nord e del Sud, ci sono Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone. Le quattro potenze del Pacifico affermano di volere la riunificazione della Corea, ma in realtà non è così. E questo nonostante il fatto che se domani tutti i coreani del Nord e del Sud si incontrassero al confine di Panmunjom, basterebbe contare fino a tre e le Coree sarebbero riunificate. Quindi dobbiamo sapere chi è veramente leale, perché per 60 anni le due Coree sono state tenute in piedi per mantenere i due blocchi distanti. E’ ora che questi blocchi siano riuniti, in quanto i mattoni devono essere usati per i ponti e non per i muri.

 

Ma chi ha interesse a tenere in piedi questi muri?