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SIRIA/ Micalessin: ecco perché i cristiani avranno comunque la peggio

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I cristiani siriani hanno purtroppo di fronte l’esempio non felice dell’Iraq, dove una volta caduto il regime di Saddam si sono trovati alla mercé dei fondamentalisti. I cristiani in Iraq sono stati sterminati e le loro chiese sono state attaccate. Per salvarsi, i cristiani irakeni sono fuggiti proprio in Siria. I cristiani siriani, che hanno ascoltato i loro racconti, oggi si chiedono se accadrà loro la stessa cosa. Per questo per il momento preferiscono appoggiare il regime piuttosto che stare con i rivoltosi. E’ una scelta determinata da condizioni oggettive. Spostandoci in Egitto, i copti del resto non hanno certo tratto vantaggio dalla rivoluzione, che ha fatto sì che le chiese fossero attaccate e i cristiani fossero discriminati.

Assad è un alleato dell’Iran. Davvero Ahmadinejad è meno pericoloso dei Fratelli musulmani?

In questo momento nessuno è in grado di dire che cosa sia peggio per la stabilità del Medio Oriente, e lo dimostra l’attendismo di Israele che il questa fase è il principale nemico dell’Iran. Di fronte alla situazione siriana gli stessi israeliani si chiedono quale sia il male minore. E’ peggio il male che conosciamo, quell’Assad che comunque non ha mai invaso Israele, o un nuovo regime fondamentalista controllato dai Fratelli musulmani o da altre forze che non conosciamo? Non dimentichiamoci che la Siria è diventata di recente un terreno d’azione per Al Qaeda. Lo stesso Al Zawahiri ha ammesso che alcuni esponenti di Al Qaeda provenienti dall’Iraq operano in Siria, tanto è vero che ci sono stati degli attentati contro il regime rivendicati da Al Qaeda. Lo stesso Dipartimento di Stato Usa ha riconosciuto che tra le file dell’opposizione gravitano anche elementi riconducibili ad Al Qaeda.

Nel frattempo continuano ad arrivare notizie sulle crudeltà di Assad. Fino a che punto si può affermare che il regime rappresenta il male minore?