BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

SCIOPERO SPAGNA/ Da Madrid una lezione all'Italia

InfophotoInfophoto

Le leggi sui licenziamenti e, in generale, quelle sul mercato del lavoro incidono in piccola parte sulle perfomance economica di un sistema. Le criticità e le leve fondamentali risiedono sempre nell’economia reale e nelle politiche legate alla crescita. Purtroppo, le politiche di rigore europee, contestualmente all’assenza di strategie legate alla crescita, stanno contribuendo a deprimere la domanda aggregata.

La Spagna prevede di implementare gli ammortizzatori sociali?

Sul piano della compensazione sociali non risulta che ci siano novità significative. Anche perché in Spagna la copertura è più ampia rispetto all’Italia. Il nostro Paese, infatti, si caratterizza per una frammentazione degli ammortizzatori che non si trova nel resto d’Europa. Copriamo, cioè, una percentuale troppo bassa di lavoratori che perdono il posto.

In ogni caso, per gli spagnoli uno sciopero generale è un evento clamoroso o all’ordine del giorno?

Non enfatizzerei. Si tratta di eventi relativamente rari, certo. Ma pur di fronte a una crisi particolarmente pesante, la conflittualità in Spagna, come negli altri Paesi più colpiti, direi che è rimasta, tutto sommato, a livelli contenuti.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.