BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TURCHIA/ Fouad Allam: islam e scuola, il "mix" di Erdogan per sfidare l’Europa

Pubblicazione:

Il primo ministro turco Erdogan, foto Infophoto  Il primo ministro turco Erdogan, foto Infophoto

Innanzitutto la secolarizzazione. Bisogna dire che con questa riforma, che ovviamente devo ancora studiare a fondo, non mi sembra si sia varcato il confine di un grande pericolo. Tale pericolo non si renderà concreto fino a quando non si tocca la modernità politica.

 

Lei crede che questo confine sia ancora lontano?

 

Chiediamoci che cosa è la modernità: è l'autonomia del rapporto fra sfera temporale e sfera spirituale. Osservando quello che sta succedendo in Turchia, parlo della riforma scolastica, mi sembra di capire che comunque una ampia libertà di scelta viene lasciata agli alunni. Non dimentichiamo quanti movimenti  stanno nascendo intorno al fatto che la Turchia sta diventando una specie di laboratorio per tutto il mondo islamico, un laboratorio dove ci si confronta con la modernità. La Turchia di Erdogan cerca una modernità che non concede alla sfera religiosa di diventare predominante, ma cerca di posizionare invece la sfera religiosa davanti ai principi di modernità. 

 

In effetti nei Paesi arabi si assiste a un momento di grande attività, di discussione e di confronto tra due visioni: tra modernità e impulsi fondamentalisti.

 

Certamente, basta guardare al caso della Tunisia. Mi ha molto sorpreso il modo come il partito al potere ha saputo resistere coraggiosamente alle richieste dei salafiti di introdurre la sharia nella nuova Costituzione. Probabilmente proprio attraverso la Turchia sta nascendo una nuova modernità, questo Paese può diventare davvero un modello per i Paesi musulmani. Non si cancella l'Islam ma lo si riposiziona di fronte a ciò che noi definiamo modernità. 

 

Secondo lei  è dunque in corso un dibattito di livello storico.

 

Tornando alla Turchia, credo che quanto sta accadendo da quando Erdogan è al potere possa effettivamente porre dei problemi a ciò che è stata per più di settant'anni la cultura nazionalista turca. Ma questa è la democrazia: due visioni del mondo che discutono e si contraddicono, ma coabitano insieme. Le istituzioni democratiche servono a questo, per far sì che le posizioni che nascono si sviluppino dentro le istituzioni e non per la strada, come succede ancora spesso nel mondo islamico.

 

D'altro canto è impossibile pensare ai Paesi arabi senza l'Islam.

 

Voglio ricordare la bellissima frase che disse una volta André Malraux, scrittore e ministro della cultura con De Gaulle. Nel suo romanzo "Antimémoires" dice a un certo punto, in modo veramente profetico, che il XXI secolo sarà religioso o non sarà. Ovviamente bisogna definire che cosa è religione o no. L'errore che a mio avviso facciamo è pensare alla religione in modo ancora antiquato. Ogni secolo invece riformula l'idea di religione di fronte alle esigenze del secolo che sta attraversando.

 

In conclusione, quanto ha detto un esponente dell'opposizione turca - che cioè con questa riforma è morta la repubblica ed è tornato il califfato - si può dire sia esagerata.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >