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INDAGINE/ Ecco la solidarietà che serve all'Europa per non scomparire

Pubblicazione:domenica 4 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 4 marzo 2012, 17.58

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La solidarietà che è stata all’origine della nascita dell’Unione Europea sembra essersi dissolta, per lasciare spazio solo agli egoismi dei singoli Stati. E’ la tesi che emerge da una recente ricerca del think tank francese “Notre Europe”, che ha evidenziato come la solidarietà nella storia dell’UE non abbia rappresentato soltanto un ideale, ma sia stata un modo concreto per perseguire obiettivi politici di ampio respiro. Sofia Fernandes, autrice della ricerca di “Notre Europe” insieme a Eulalia Rubio, spiega in un’intervista per Ilsussidiario.net perché senza recuperare le sue radici solidali il progetto europeo ha il destino segnato.

 

Nella ricerca di Notre Europe, “Solidarity within the Eurozone: how much, what for, for how long?”, si distingue tra due tipi di solidarietà: la semplice collaborazione di compromesso e una strategia condivisa di ampio respiro. Ritiene che all’UE oggi possa bastare il primo tipo di solidarietà, o che sia necessario il secondo, e perché?

 

Per rispondere alla sua domanda vorrei partire dalla distinzione tra le due logiche che possono indirizzare la solidarietà tra gli Stati dell’Unione Europea. Una è basata su una reciprocità diretta, cioè un Paese accetta di aiutarne altri poiché, in futuro, potrebbe a sua volta avere bisogno dello stesso tipo di aiuto. L’altra si fonda su ciò che possiamo chiamare “un proprio interesse illuminato”, cioè un Paese accetta di aiutare altri Paesi perché, agendo nell’interesse di altri membri dell’UE o nell’interesse dell’Unione nel suo insieme, ultimamente serve i propri interessi. Se si considerano questi due diversi approcci, si può facilmente concludere che l’UE ha bisogno di entrambi i tipi di solidarietà. Il primo (l’accordo di tipo assicurativo) si fonda sulle analogie tra i membri del gruppo, che si trovano di fronte agli stessi rischi, mentre il secondo parte dalle differenze esistenti tra gli Stati dell’Unione: i Paesi più forti, o più ricchi, aiutano quelli più deboli, o più poveri, per dare stabilità al gruppo nel suo insieme e assicurare la fattibilità del progetto comune.

 

Può fare qualche esempio di questa differenza?


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