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ELEZIONI RUSSIA/ Perchè la vittoria di Putin vale quanto una sconfitta?

Vladimir Putin (InfoPhoto) Vladimir Putin (InfoPhoto)

Ne è una prova l’interessante risultato conseguito da Michail Prochorov, un imprenditore che si presenta per la prima volta alle elezioni e che ha ottenuto a Mosca il 12,3% dei voti, tallonando da vicino Zjuganov, leader comunista che ha ricevuto il 15,3%. Se si pensa che alle parlamentari i comunisti sono risultati di fatto in varie località – nonostante i brogli di «Russia Unita» – il primo partito, è evidente che il risultato conseguito da Prochorov rappresenta un punto di novità tutto da analizzare.

«La riforma politica non è la causa del risveglio della società, ma il suo esito ultimo», scriveva Havel nel suo saggio Il potere dei senza potere. Era il 1978, qualche mese dopo sarebbe stato arrestato e condannato a 4 anni di lager. Ma undici anni dopo, nel 1989, sarebbe stato eletto presidente della Cecoslovacchia.

Questi mesi di proteste e dimostrazioni pubbliche in Russia non sono stati innanzitutto «pro o contro Putin». Un’esperienza anche minima di vita vissuta nella verità apre sempre nuovi squarci, spazi di libertà, verità, dignità, perché questa è la natura dell’uomo, per questo è fatto l’uomo. La poetessa Ol’ga Sedakova osserva che la prima positività di quanto è avvenuto in questi mesi sta nel fatto che «le persone, prima atomizzate, hanno cominciato a vedersi reciprocamente, a percepire un’esigenza di rispetto e dignità, sentimenti che in Unione Sovietica non esistevano». La protesta si è convogliata molto spesso in iniziative sociali, benefiche, ecologiche che miravano di fatto a creare un’alternativa sociale. È nata un’esperienza nuova di solidarietà. Si torna a parlare di solidarietà, concetto che il potere sovietico aveva rimpiazzato con l’idea del collettivismo, perché questo gli facilitava il governare i cervelli delle masse. A differenza del collettivismo, che mette l’elemento comune sopra l’elemento personale, il potere sopra il cittadino, la solidarietà presuppone che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, e proprio di qui nasce il mettersi insieme per fare qualcosa di utile e importante. È con questa Russia, con questa nuova coscienza che Putin dovrà cimentarsi.

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COMMENTI
05/03/2012 - Su Putin (Mariano Belli)

Tenetevi stretto Putin, fidatevi... Sarà dispotico quanto volete, ma fa anche gli interessi della sua Nazione, infatti ha creato benessere e sviluppato l'economia, e mantenuto l'indipendenza della Russia (che non è affatto poco) ...mentre quegli altri, i politici-fantocci mossi dall'elite finanziaria massonica mondiale, vi faranno a pezzettini una volta al potere. Ne sappiamo qualcosa qui in Italia, dal 1992 ad oggi... Magari avessimo un Putin!