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INDIA/ Ecco le due condizioni che possono liberare i marò

Pubblicazione:martedì 6 marzo 2012

L'appello per liberare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone L'appello per liberare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Temo che sarà molto difficile che la questione si risolva dall’oggi al domani.

Sì, ma teme il peggio?

No. Credo che, alla fine, tutto si risolverà e che potranno tornare a casa. La mia preoccupazione riguarda i tempi: dal momento che, ormai, siamo entrati in un imbuto giudiziario, potrebbero rivelarsi particolarmente lunghi.

Crede che ci possano essere stata zone d’ombra sul fronte del diritto?

Il problema del diritto internazionale, effettivamente, è molto delicato; pur essendo molto preciso denota anche diverse lacune. Il problema della pirateria si è venuto a intensificare dopo il fallimento della pacificazione della Somalia; nella nuova situazione si era reso necessario aggiornare regole e consuetudini che si pensava avrebbero potuto reggere all’urto del tempo. A dicembre, d'altronde, mi è capitato di moderare un dibattito a Genova sul Mediterraneo, dove ho discusso con dei capitani di lungo corso che mi hanno confermato l’ambiguità di svariati aspetti.

Ad esempio?

Capita, di tanto in tanto, che navi assaltate siano liberate dietro pagamenti di riscatti. E che il tutto avvenga con la mediazione di grandi compagnie assicurative o importanti studi legali, magari, londinesi.

Cos’altro ci resta da fare, salvo implementare i nostri sforzi diplomatici?

Credo che la diplomazia, benché possa richiedere tempo, sforzi e sacrifici, sia l’unica strada in grado di raggiungere l’obiettivo.

L’episodio potrebbe rappresentare un casus belli?

Lo escluderei nella maniera più assoluta. L’Italia, anzitutto, non è un Paese belligerante. Per tradizione, ha sempre cercato di far prevalere il diritto e le proprie ragioni, cercando di comprendere anche quelle degli altri. Si sta discutendo se esista l’ipotesi di un intervento armato internazionale contro l’Iran e contro la Siria per motivi ben più gravi. Figuriamoci se è ipotizzabile un’operazione militare in questo caso. Tanto più che i rapporti tra India e Italia sono sempre stati buoni e, ad oggi, non ci sono contenziosi di entità rilevante.

 

(Paolo Nessi)

 

 

 

 

 

 



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