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RUSSIA/ L’ex inviato: il complesso della sinistra italiana trasforma Putin in un dittatore

Pubblicazione:martedì 6 marzo 2012

Vladimir Putin (InfoPhoto) Vladimir Putin (InfoPhoto)

“Gli elettori hanno scelto Putin per la terza volta perché è il leader che è stato in grado di restituire l’orgoglio nazionale al popolo russo. Rispetto al partito unico dell’era sovietica, la democrazia negli ultimi 20 anni ha compiuto enormi passi avanti. L’avversione di una parte dell’opinione pubblica italiana nei confronti di Putin nasce da una profonda incomprensione dello spirito russo”. E’ il commento di Giovanni Morandi, direttore de Il Giorno ed ex corrispondente da Mosca negli ultimi anni dell’URSS. Ilsussidiario.net lo ha intervistato sulla vittoria di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali, dove ha conquistato il 63,75% dei voti contro il 7,8% del secondo classificato, il comunista Ghennadij Zjuganov. Mentre il beniamino degli intellettuali, delle elite e della borghesia della capitale, Mikhail Prokhorov, si è fermato al 7%.

 

Morandi, l’Ocse ha denunciato irregolarità in un terzo dei seggi. Ritiene che quella di Putin sia stata una vittoria democratica?

 

Sì, è stata sicuramente una vittoria democratica che esprime l’opinione della maggioranza dei russi. E questo al di là della denuncia di eventuali irregolarità, che secondo l’Osce sarebbero state registrate in un terzo dei seggi. Ma non è questo il punto, la sostanza è che i russi vogliono essere guidati da una personalità che abbia le caratteristiche di Putin. La politica di Putin ne esce quindi confermata, senza neanche la necessità di essere rafforzata.

 

Quali sono le caratteristiche di Putin che suscitano il consenso dei russi?

 

La prima di queste caratteristiche è l’orgoglio nazionale, che non va mai sottovalutato. Inoltre la capacità di rappresentare un potere forte, che a sua volta è un’attesa che non va mai dimenticata, e la forza di garantire una continuità. In che senso? Questo è un voto che va contro ogni politica che rappresenti una discontinuità. Putin ha restituito l’onore ai russi, e questo è un punto che non sottolineiamo mai a sufficienza. Di questo gli è grato e per questo lo ricompensa il suo popolo. Putin è stato un ufficiale del KGB.

 

Fino a che punto può essere credibile come presidente di una Russia post-comunista?


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