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OSTAGGIO UCCISO/ Il sindaco di Gattinara: vogliamo la verità sul blitz, ma ora è il tempo del dolore

DANIELE BAGLIONE, sindaco di Gattinara,  ci parlar di Franco Lamolinara, l’ingegnere italiano ucciso in Nigeria in un blitz per liberarlo dai terroristi che lo avevano rapito a maggio

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Qualcosa è andato storto e Franco Lamolinara e il suo collega inglese, Chris McManus, non potranno tornare mai più dalle loro famiglie, dalle loro genti. Mentre si stava tentando un blitz disperato, i rapitori, stando alle ricostruzioni, hanno deciso di non darla vinta alle forze di sicurezza. E hanno sparato un colpo in testa agli ostaggi, a bruciapelo. Sembra, secondo quanto riporta il Daily Telegraph, che fossero entrati in azione una quarantina di uomini del Special Boat Service, composta esclusivamente dai Royal Marines si stanza sul luogo come unità antiterrorismo. Singolare il fatto che abbiamo deciso di agire in pieno giorno, alle 11 locali, invece che nel cuore della notte, come di consueto in questi casi. Si sta interrogando sul fatto, in queste ore, la stampa britannica. Nel frattempo, a Gattinara, il paese originario dell’ingegnere italiano, si preferisce rimandare tali questioni. Per ora, è solamente il tempo della tristezza. Daniele Baglione, sindaco di Gattinara, raggiunto da IlSussidiario.net, ci racconta di Franco Lamolinara: «Era conosciuto da chiunque, da sempre era inserito nel tessuto sociale di Gattinara. Del resto siamo una cittadina di 8.400 abitanti e ci si conosce tutti quanti. Lo conoscevo bene anch’io. Tra i miei ricordi personali, vi è quello di quando insieme organizzammo la Festa dell’Uva, la principale del paese». Franco, in particolare, «era una persona estremamente gioviale e cortese, ben voluta da tutti – continua -. E a Gattinara lascia una moglie e due figli adolescenti. Che, ovviamente, sono sconvolti come lo sarebbe chiunque in questo caso. Stanno cercando di elaborare il lutto, ma la notizia è di poche ore fa; la conclusione del tutto inattesa, oltretutto, ha reso l’epilogo ancora più tragico». Com'è normale che sia, «la vicenda ci ha sconvolto profondamente. Gattinara viveva in apprensione fin da maggio dell’anno scorso, quando era stato rapito. In questi mesi, assieme alla famiglia, abbiamo tenuto il massimo riserbo, come ci aveva chiesto la Farnesina. Ma, fino all’ultimo, abbiamo fortemente nutrito la speranza di vederlo tornare sano e salvo». Stanno montando le polemiche relative al fatto che il blitz è stato condotto senza che il governo inglese avvisasse il nostro dell’avvio delle procedure di liberazione. Il premier Mario Monti, in tal senso, ha fatto sapere che intende andare fino in fondo per accertare la realtà dei fatti, preceduto, ieri sera, dal capo del Copasir, Massimo D’Alema.
Dal Regno Unito si leva la voce del The Independent , secondo il quale, invece, l’Italia sapeva, eccome. Era a conoscenza, in particolare, del fatto che nell’arco di poche ore gli eventi sarebbero potuti precipitare e le forze speciali avrebbero agito di conseguenza.