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Esteri

OSTAGGIO UCCISO/ Perché il nostro governo non è stato informato del blitz in Nigeria?

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Non stiamo parlando di rapporti  tra Stati, ma tra Stati e organizzazioni criminali; non possiamo discuterne, quindi, nei termini di un colloquio tra ambasciatori.  E’ fondamentale, ovviamente, che la trattativa non contrasti con gli interessi del governo locale, né ledere i nostri interessi nazionali.

Chi le conduce?

I servizi di intelligence.

Cosa fanno, esattamente?

I nostri servizi segreti hanno una lunga tradizione di successo, essendo sempre riusciti a liberare pressoché tutti gli ostaggi italiani rapiti nel corso degli anni. E’ evidente che, di conseguenza, il loro mestiere lo sappiano fare molto bene. Se il metodo funziona, non credo sia loro interesse, né tantomeno del Paese o di altri eventuali ostaggi, render noto al grande pubblico come agiscono e che metodi adottano.  

Perché, dopo che è stato rapito, non si è più parlato di Franco Lamolinara?

La stampa fa il proprio mestiere. Si occupa di alcune situazioni nel momento in cui esiste l’avvenimento. Se per tre o quattro mesi non avviene nulla, non si possono scrivere ogni giorno 40 righe su una non-notizia. Sta di fatto che, nel frattempo, il nostro governo e i nostri servizi hanno continuato incessantemente ad adoperarsi per la sua liberazione.

Chi sono rapitori?

Dovrebbe trattarsi di una realtà locale, non direttamente correlata ad Al Qaeda, con forti interessi economici. Ci sono aree del Paese dove la presenza dello Stato non riesce a imporsi e, in molte vicende analoghe di rapimenti, la differenza tra terroristi e briganti o predoni non è apparsa per nulla netta, in un mescolamento di interessi economici, politici e ideologici.  

 

(Paolo Nessi)

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