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CASO MARO'/ La perizia sui fucili: ecco le armi che uccisero i pescatori

Conclusa la perizia sulle armi dei soldati italiani sequestrate a bordo della Enrica Lexie: Due fucili sarebbero quelli che uccisero i pescatori indiani

Foto Infophoto Foto Infophoto

Il caso dei due marò sotto arresto in India: sono stati resi noti i risultati della perizia effettuata sui fucili sequestrati a bordo della petroliera a cui i due soldati italiani facevano da scorta armata. Si tratta delle armi appartenenti ai marò, e secondo la perizia sono proprio le stesse armi che uccisero i pescatori indiani dando il via al caso che sta interessando i due Paesi, Italia e India. In realtà i periti di parte hanno esaminato ben otto fucili sequestrati a bordo della Enrica Lexie lo scorso 15 febbraio: due di questi sarebbero quelli che hanno esploso i colpi mortali. Ricordiamo che i militari italiani erano a bordo della nave per effettuare servizio di difesa dagli attacchi dei pirati che infestano quella parte dell'oceano. Purtroppo a rimanere uccisi per sbaglio erano stati alcuni pescatori. I nostri soldati si sono sempre difesi dicendo di aver sparato in acqua come da disposizioni per questo genere di situazioni, ma l'episodio è assai confuso. Ecco una parte del rapporto consegnato ai giudici indiani che indagano sul caso: "La polizia ha sequestrato dopo l'incidente sei fucili Beretta e due mitragliette FN Minimi di fabbricazione belga fra le 15 armi ed i 10.000 proiettili presenti sulla nave". I periti spiegano poi che hanno potuto identificare le due armi incriminate dopo aver esaminato i proiettili estratti dai cadaveri die pescatori: "Nessun arma da cecchino è stata utilizzata per l'uccisione dei pescatori. E non abbiamo localizzato alcuna alterazione nel materiale sequestrato". La notizia viene riportata oggi dai maggiori quotidiani indiani. Nel frattempo la Corte suprema indiana ha accolto il ricorso dell'armatore della Enrica Lexie bloccata in India dal giorno dell'incidente: la nave è tenuta sotto stato di fermo ma la decisione della Corte suprema permetterà di riesaminare il caso e quindi decidere se tenerla ancora in stato di fermo. La nuova udienza si tiene il prossimo 20 aprile. La tesi che il giudice ha accolto in modo positivo, quella presentata dagli avvocati dell'armatore, è la seguente: "Se qualcuno spara da una casa forse la casa viene sequestrata? ".