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INDIA/ Il giurista: solo la Germania può "liberare" i marò

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A quel punto, all’Italia non resta che aprire un procedimento analogo a quello aperto dalla Germania nei nostri confronti quando le sentenze di diversi tribunali confermate dalla Cassazione condannarono la Repubblica federale tedesca per i crimini di guerra commessi dagli ufficiali tedeschi nel nostro Paese. Addirittura, autorizzammo azioni risarcitorie con la possibilità di rivalerci nei confronti dei patrimoni tedeschi in Italia. Ebbene: la Germania ha aperto una controversia di fronte alla Corte internazionale di Giustizia che ci ha condannato per violazione del diritto internazionale. In ogni caso, per poterci rivolgere alla Corte, sarà necessario attendere che la giustizia indiana si esprima con una sentenza passata in giudicato.

E per quanto riguarda la decisione riguardo a chi spetta la giurisdizione?

Non esistono istituti giuridici in grado di stabilirla paragonabili alla Sezioni Unite della Cassazione, che in Italia possono intervenire quando è necessario definire se la competenza spetti, ad esempio, al giudice amministrativo o al giudice civile.

L’ex ministro Franco Frattini, su queste pagine, ha sottolineato la necessità di europeizzare la crisi, indicando  nel Consiglio europeo e nel Dipartimento giustizia della Commissione i soggetti maggiormente idonei a seguire la vicenda.  

Credo che, eventualmente, l’organo europeo competente per intraprendere un’azione nell’interesse comunitario sia, caso mai, l’Alto Rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton.

Di recente, in effetti, ha detto che l’Europa farà la sua parte.

E’ presumibile che, siccome l’Alto Rappresentante non agisce, in questi casi, d’ufficio, si sia mossa su esplicita richiesta del governo italiano. Tuttavia, anche lei non può fare altro che agire a livello diplomatico. Anche le eventuali sanzioni, tuttavia, potrebbero essere ipotizzate solamente una volta emanata una sentenza passata in giudicato.

Quante probabilità ci sono che questa strada sia intrapresa?

Pochissime. Ci sono troppi interessi economici in ballo per imporre all’India della sanzioni.

Crede che, a livello diplomatico, si stiano compiendo tutti i passi necessari?

Il ministro degli Esteri e il sottosegretario De Mistura hanno fatto, per anni, rispettivamente l’ambasciatore a Washington e il mediatore per conto della Nazioni Unite in tutte le situazioni più delicate. A livello politico credo che non potremmo essere maggiormente tutelati.

Quali sono le sue previsioni?

Temo che gli organi giurisdizionali indiani andranno fino in fondo. Del resto, quando i piloti americani recisero le funi della funivia del Cermis, causando la morte di 20 persone,  a poco valsero la pressioni del Dipartimento di Stato americano. La giustizia italiana fece il suo corso, stabilendo infine che i piloti godevano dell’immunità e andavano processati negli Usa.

Dovremmo avere facoltà di inviare i nostri esperti della scientifica?

Non credo che gli esperti americani abbiano mai potuto partecipare ad indagini relative a cittadini Usa processati in Italia, come nel caso Meredith, ad esempio. Anche in questo caso non ci troviamo di certo di fronte ad una commissione d’inchiesta bilaterale. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
11/04/2012 - Paradossalmente... (Francesco Giuseppe Pianori)

Paradossalmente converrebbe ai soldati confessarsi colpevoli, essere giudicati con rito abbreviato e chiedere la Grazia. C'è sempre la "Soluzione Entebbe": una pattuglia di marò, che "manu militari" li va a liberare. Una guerra con l'India a questo punto sarebbe inevitabile; ma l'Inghilterra appartenendo al Commonwealth e all'Unione Europea contemporaneamente, dovendo combattere contro se stessa, metterebbe a tacere la cosa... Fantapolitica e Fantadifesa? E se intervenisse Pannella con un bello "sciopero della fame"? Intanto anche i ribelli maoisti hanno capito che con gli italiani ci si può permettere di tutto. Non mancherà molto che anche la Cina comincerà a denunciare per crimini inesistenti i nostri imprenditori operanti là...