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INDIA/ Paolo Bosusco è libero. Sta bene e tornerà presto in Italia

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Sulla destra Paolo Bosusco  Sulla destra Paolo Bosusco

Dopo circa un mese di prigionia, Paolo Bosusco è tornato in libertà. L’italiano, che era stato sequestrato lo scorso 14 marzo da un gruppo di ribelli maiosti nella regione dell’Orissa, sarebbe già in viaggio verso Bhubaneswar, capitale dello Stato indiano. La notizia del suo rilascio era stata data nella primissima mattina italiana dall’emittente televisiva indiana Ndtv. Secondo quanto riferito, alcuni giornalisti erano con il nostro connazionale nella foresta al confine fra i distretti di Kandhamal e Ganjam.

Immediatamente la Farnesina ha cercato conferma circa la veridicità di questa notizia. L’Ambasciatore d’Italia in India, Giacomo Sanfelice, raggiunto dall’Ansa, aveva dichiarato di aver avuto conferme dal governo di Orissa circa la liberazione di Bosusco. Poi è arrivata anche la conferma ufficiale del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il quale ha espresso tutta la propria gratitudine per il lavoro svolto dall’Unità di Crisi della Farnesina, dai diplomatici in India, dalle autorità e istituzioni locali e da quanti hanno contribuito a questo importante risultato. Terzi ha quindi spiegato che il lavoro della Farnesina ora prosegue per assicurare la liberazione degli altri italiani che sono ancora ostaggio di rapitori in altri paesi. Un pensiero è andato anche a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i marò italiani che sono ancora prigionieri proprio in India, con l’accusa di omicidio.

Ma oltre alla fonti diplomatico, i canali ufficiali e istituzionali, gli italiani hanno potuto sentire anche la voce dello stesso Bosusco ai microfoni del Tg1, ai quali ha spiegato di essere in un buono stato di salute. Ha quindi rivolto un accorato saluto ai suoi famigliari, rassicurandoli sulle sue condizioni. Telefonando al padre gli ha poi detto che tornerà presto in Italia. Nonostante sia stato ostaggio per così tanto tempo, Bosusco non ha poi perso la voglia di scherzare e ha spiegato che di aver passato 28 giorni di vacanza pagata, anche se il cibo era quello che era ed è quindi dimagrito visibilmente. Oltretutto ha avuto due volte la malaria. In ogni caso ha spiegato che i maoisti hanno cercato di dargli il meglio che potevano in quelle difficile condizioni.



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