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Esteri

TERREMOTO INDONESIA/ L’ex console: così Phuket è risorta dopo il maremoto del 2004

Immagini di repertorio dello tsunamiImmagini di repertorio dello tsunami

Nel 2004 fino a 200 metri dalla spiaggia Patong fu completamente distrutta. Arrivò l’onda anomala e abbatté tutte i muri che si trovò di fronte, lasciando in piedi solo quelli che erano perpendicolari. C’erano ovunque macerie e macchine distrutte. Il 21 gennaio 2005 Gianfranco Fini, all’epoca ministro degli Esteri, venne in visita a Phuket. Ricordo che non c’era a terra un calcinaccio, tutto era perfettamente pulito. Nel dicembre dello stesso anno, un turista che veniva a Phuket non aveva il minimo sentore di quanto era avvenuto dodici mesi prima. Tutto era stato ricostruito, in condizioni migliori di com’era prima che fosse abbattuto, con una velocità incredibile.

 

E come è stata possibile una ricostruzione così rapida?

 

Qui la popolazione è prevalentemente buddista, e ha quindi un punto di vista molto diverso nell’affrontare le situazioni violente e negative della vita. Per la loro religione, se una persona compie degli atti moralmente sbagliati le si ritorcono contro o in un questa vita o in quella successiva dopo la reincarnazione. Quando accade qualche cosa di negativo, la prima cosa che pensa un buddhista è: “Chissà che cosa ho fatto di male nella mia vita precedente?”. Nello stesso tempo, è convinto del fatto che se reagisce bene può cancellare quella negatività che si era creato, e quindi si ripulisce la coscienza per una successiva vita che sarà decisamente migliore. Di fronte a una catastrofe, un buddhista quindi non protesta, ma si rimbocca le maniche perché è convinto di stare risolvendo un suo problema generato da un’azione compiuta nella vita precedente.

 

(Pietro Vernizzi)

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