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AFGHANISTAN/ 2. Micalessin: l'attacco al Parlamento? E' "colpa" di Obama

Pubblicazione:lunedì 16 aprile 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Secondo Micalessin, «un eventuale ritiro per quella data purtroppo è possibile, ma è impossibile pensare che una volta avvenuto il governo afghano possa sopravvivere e resistere all’offensiva talebana, che si dimostra sempre più incisiva e presente all’interno del Paese. Questo è ovviamente frutto di diversi errori che sono stati commessi in passato, come quello di aver lanciato l’offensiva nel 2008 senza preoccuparsi di trovare un altro leader capace di guidare il governo afghano: Karzai è un leader corrotto che non ha credibilità, ed era quindi necessario voltare pagina e trovare un altro personaggio che fosse capace di guidare l’Afghanistan e di dimostrare la possibilità di un reale cambiamento. Questo non è stato fatto e adesso si paga anche questo scotto».

L’attacco su vasta scala avvenuto oggi, continua Micalessin, «dimostra nuovamente che i talebani sono in grado di colpire ovunque e in qualsiasi modo. Il governo centrale non è ancora in grado di controllare il Paese e l’esercito non ha raggiunto un livello di addestramento adeguato, mentre i talebani non hanno nessuna intenzione di negoziare perché si ritengono più forti e in grado di poter assumere il controllo del Paese una volta terminata la missione dell’Isaf».

Il contingente italiano in Afghanistan «ha fatto egregiamente il suo lavoro, raccogliendo anche il plauso di tutti gli altri commandi – conclude Micalessin –. In un momento in cui l’Italia non è certamente al massimo della sua credibilità internazionale l’esercito italiano, con l’impegno e il sacrificio di 50 suoi uomini, si è invece dimostrato una delle poche istituzioni in Italia che ancora funzionano».

 

(Claudio Perlini)    



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