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BREIVIK/ Solholm (Norway Post): per noi norvegesi il "templare" è solo un bandito

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Familiari delle vittime di Utoya (InfoPhoto)  Familiari delle vittime di Utoya (InfoPhoto)

Assolutamente sì. Breivik è cresciuto in una famiglia benestante, ha avuto tutto ciò di cui aveva bisogno, certamente non era una persona disagiata. Lo dimostra anche il fatto che l’assassino ha rivendicato di rappresentare la classe intellettuale e l’opposizione alla conquista islamica della nostra cultura, religione e politica. Breivik però non ha seguaci in Norvegia.

 

Gli attacchi alle Torri gemelle hanno fornito all’Occidente l’occasione per riflettere sul suo stesso modello sociale. Ritiene che anche il massacro di Utoya possa rappresentare qualcosa di analogo?

 

No. E’ evidente a chiunque che l’ideologia e le atrocità di Breivik sono qualcosa di completamente sbagliato. In Norvegia abbiamo una società aperta, che ha accettato l’immigrazione dall’Africa, l’Estremo Oriente, i Paesi arabi, l’Europa meridionale. Le convinzioni di Breivik per noi norvegesi sono quindi del tutto prive di valore.

 

(Pietro Vernizzi)



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